Rete contro l’Odio: “In Italia manca ancora una Commissione Nazionale per i diritti umani”

La Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni di odio scrive alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia per costituire finalmente la Commissione nazionale per i diritti umani, sollecitata anche dall’Onu.

In Italia manca ancora una Commissione Nazionale per i diritti umani
In Italia manca ancora una Commissione Nazionale per i diritti umani (foto: pixabay)

Basta ritardi e creazione subito della Commissione nazionale per i diritti umani secondo quanto sollecitato anche dalla risoluzione Onu n. 48/143 del 1993. Questa la richiesta che la Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni di odio fa alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia. L’Italia è in fortissimo ritardo e, fa notare l’associazione, non è più giustificabile aspettare. Troppe sono, infatti, le violazioni che ancora avvengono nel nostro Paese.

L’Italia ha formalmente preso l’impegno a seguire la risoluzione Onu ma al momento manca ancora l’istituzione di questa commissione. Nella lettera indirizzata alla Ministra della Giustizia si legge “A seguito di questa risoluzione, dal 1993 a oggi molti Stati si sono dotati di autorità nazionali per i diritti umani, e molti altri si sono ufficialmente impegnati a farlo” .

L’Italia al momento è tra i pochi Paesi in Europa che non ha ancora attuato la risoluzione dell’Onu e non ha neanche annunciato se e quando lo farà. Questo, si legge sempre nel comunicato inviato alla Ministra, nonostante per ben tre volte, durante la presentazione della propria candidatura al Consiglio Diritti Umani dell’Onu, l’Italia abbia esplicitamente preso degli impegni che avrebbero contemplato anche l’istituzione di una “Commissione Nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani fondamentali”.

L’Italia, ricorda la Rete, ha già giocato un ruolo importante nella protezione dei diritti umani in passato ospitando la firma della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e la Conferenza diplomatica da cui poi è scaturito il Trattato dello Statuto della Corte Penale Internazionale.

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Si tratta quindi di rispondere “non solo ad obblighi internazionali, ma anche al ruolo che l’Italia può e deve avere per la promozione e la protezione dei diritti umani nel mondo” .