La tutela dell’ambiente e degli animali è ufficialmente entrata nella Costituzione italiana

Nel testo costituzionale sarà aggiunta una specifica postilla sulla tutela ambientale e degli animali

È stata ufficialmente approvata la tutela ambientale e dei diritti degli animali nella Costituzione.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” , questo recita l’articolo 9 della Costituzione, a cui verrà aggiunto: Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali“.

Dopo il drammatico avvento della pandemia è il momento di ricostruire. E la tutela ambientale non può che far parte del “mondo nuovo”. In più è una delle strategie più incoraggiate dal Recovery Plan, che ha inserito la sostenibilità ecologica nella lista delle priorità. L’inserimento di queste salvaguardie nella Costituzione è un tassello importante che va nella direzione della reale conversione ecologica. La Lega Antivivisezione (LAV), spiega che “questo cambiamento epocale” necessiterà oltre un anno di tempo per mostrare la sua reale efficacia. L’associazione chiede alle istituzioni di accelerare i tempi quanto più possibile.

Le reazioni della politica

Il segretario PD Letta lo ha definito “un grande risultato. Avanti ora più rapidamente possibile con gli altri passaggi”.

“E’ un tassello fondamentale nel grande puzzle che compone la transizione ecologica e solidale” e che “allinea la nostra carta costituzionale a quella di quasi tutti gli Stati europei”, così commenta invece i Movimento 5 Stelle. Il deputato di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla esulta: “Da tre legislature mi batto per ottenere questo risultato, un grande cambiamento, di straordinaria portata, giuridica, sociale e culturale”. La Lega sottolinea “la positiva convergenza di tutte le forze di maggioranza”.

Leggi anche: Emissioni zero entro il 2050, il programma UE promette 30 milioni di posti di lavoro

L’unico esponente critico è Andrea Mazzioli, di Azione, che si è dichiarato deluso dalla mancanza del concetto più ampio di “sviluppo sostenibile” nel testo.