Mutui, lo stop ai pagamenti sta per terminare: cosa succederà

Il termine per la sospensione delle moratorie per i mutui sarà il 30 giugno. Chi non potrà pagare potrebbe finire in lista nera

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A causa della crisi economica derivata dalla pandemia sono stati sospesi i pagamenti di mutui e finanziamenti. Il Documento di Economia e Finanza approvato lo scorso giovedì dal CdM stima che solo a marzo i pagamenti sospesi corrisponderebbero a circa 300 miliardi di euro.

Il 30 giugno è la data fissata per il termine delle sospensioni dei pagamenti per mutui e finanziamenti con le banche. Da quel momento circa 3 milioni di famiglie ed imprese si troveranno con un debito da pagare, compresi gli arretrati. Chi, a causa delle ancora presenti difficoltà, non sarà in grado di onorare l’impegno, potrebbe finire in lista nera come “cattivo pagatore”.

Cosa comporta? Il cattivo pagatore è una sorta di etichetta finanziaria, per cui chi fa parte di questa lista, ad esempio, non può richiedere carte di credito o finanziamenti. Insomma, una posizione scomoda che lascia traccia come una fedina penale sporca.

Il nodo della questione sono i nuovi regolamenti dell’Autorità Bancaria Europea (Eba) che definisce i cattivi pagatori con parametri sempre più stretti. Ora è più facile finire sulla lista nera.

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Quali sono i rischi per i pagatori

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Il primo a lanciare l’allarme è stato il sindacato dei lavoratori delle banche Fabi: “Le norme europee sui crediti deteriorati sono entrate in vigore a gennaio scorso, ma il governo, tra le pieghe normative, è riuscito ad estendere la sospensione dei prestiti fino al prossimo giugno. Ulteriori rinvii per l’applicazione delle linee guida Eba, però, non saranno più posssibili. Né sono sufficienti, per evitare il rischio di dissesto finanziario di 2,7 milioni di soggetti, alcuni chiarimenti formali pubblicati recentemente dalla stessa Eba“.

In sintesi, se una banca vuole (o è costretta per legge) accordare una moratoria ad un cliente, l’operazione può portare quest’ultimo all’etichetta della lista nera come cattivo pagatore.

L’Associazione bancaria italiana chiede all’Eba che siano ammorbidite le rigidità causate da questi pericolosi automatismi.

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L’esortazione è di considerare la situazione finanziaria del cliente nel suo complesso, e non di applicare norme automaticamente. Il tutto tenendo ovviamente presente il periodo storico critico che si sta vivendo.