Patrick Zaki, i suoi avvocati chiedono la sostituzione dei giudici

Ormai è passato un anno dall’ incarcerazione di Patrik Zaki, lo studente egiziano che studiava a Bologna, accusato di istigazione al terrorismo e di propaganda sovversiva.

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La speranza nello sguardo di tutti noi, oggi al Cairo” queste sono le parole di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, in riferimento all’ennesima udienza che oggi si terrà per Patrick George Zaki, studente del Master Gemma a Bologna oltre che il ricercatore ed attivista egiziano per i diritti umani, quelli stessi che ad oggi gli sono negati in un’ingiusta condizione di prigionia che trova eco nelle parole di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. “Siamo molto preoccupati per quanto riferito dall’avvocata di Zaki sullo stato di salute psicologica di Patrick. Non è una novità ma ogni volta è la conferma che la situazione è veramente urgente

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Il volto di Zaki è diventato manifesto, specie in Italia, dell’ingiustizia e del dispotismo egiziano accanto al volto del ricercatore Giulio Regeni. Se quest’ultimo è stato catturato e trovato morto dopo giorni di torture fisiche Al Cairo, il primo gioca la sua vita nel carcere più pericoloso al mondo, quello di Tora, per accusa di propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo per alcuni post pubblicati su Facebook; il legale nega la paternità di Zaki del profilo in questione. La lotta per la libertà del 29enne egiziano sebbene avvenga tra tribunale e carcere sembra avere poco a che vedere con i principi di giustizia, e svilisce sempre più lo stato psico-fisico dell’indagato. Rischia 25 anni di carcere.

Si aggrava la condizione psico-fisica dello studente, la sua legale è molto preoccupata

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La notizia del giorno è che i legali hanno chiesto per la prima volta la sostituzione dei giudici che si occupano del fascicolo di Zaki. La richiesta fa leva anche sull’ennesimo rifiuto da parte della polizia per l’accesso dei diplomatici stranieri in aula durante l’udienza.

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È urgente che ci sia il massimo della mobilitazione possibile sul piano diplomatico, che coinvolga soprattutto l’Italia. Va bene aspettare l’esito dell’udienza però qui siamo di fronte a una situazione su cui è necessario fare il massimo e farlo presto” sottolinea nuovamente Riccardo Noury. Il pessimo stato psico-fisico dello studente, come afferma la giovane legale Hoda Nasrhalla, deriva da una proroga della custodia cautelare in carcere di 45 giorni in 45 a partire da cinque mesi dopo il 7 febbraio 2020, data dell’arresto dello studente, in cui è stato interrogato, torturato e posto in arresto. Preoccupa sapere che la custodia cautelare in Egitto dura fino a 2 anni.

Benedetta De Falco