In Italia la gestione delle risorse idriche si è rivelata fallimentare

Le risorse idriche in Italia sono scarse e gestite maleSei le proposte di Legambiente per rendere l’acqua una risorsa circolare

Movimento Consumatori “Mobilitazione perchè, dopo 10 anni, nulla è cambiato per acqua e nucleare"
(pixabay)

La scorretta gestione delle risorse idriche è costata all’Italia già 2 infrazioni della Comunità europea, per un totale sanzionatorio di 60 milioni di euro. Il nostro paese è ancora il più arretrato in tema di riutilizzo di acque reflue e depurazione, ed allo stesso tempo sfrutta il 35% delle risorse idriche disponibili, contravvenendo alle indicazioni europee che stabiliscono il 20% come tetto massimo.

Bisogna arrendersi; il belpaese non è più un luogo verde, con temperatura mite e ricco di risorse naturali. Il caldo di questa estate e la siccità manifestano un cambiamento climatico che porta sempre più l’Italia ad appartenere ad una fascia climatica vicina all’Africa. Inoltre in Italia le tubature sono obsolete, e la perdita di risorse idriche è costante. Un vero e proprio spreco, se si considera che il 26% della popolazione è sottoposta ad un grande stress idrico.

Legambiente, in un comunicato del 5 ottobre, riporta i dati italiani in tema acqua, ed al contempo avanza proposte per migliorare la gestione delle risorse idriche.

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A questo link il comunicato di Legambiente

Alla base delle innovazioni c’è il concetto di utilizzo circolare, migliorando lo sfruttamento delle acque di scarto e rimettendole nel ciclo delle risorse idriche. Sei le proposte di Legambiente:

  • inserire interventi strutturali per rendere efficiente il funzionamento del ciclo idrico integrato, separare le reti fognarie, investire sullo sviluppo di sistemi depurativi innovativi e con tecniche alternative;
  • misure di incentivazione e defiscalizzazione in tema idrico, come per gli interventi di efficientamento energetico;
  • prevedere l’obbligo di recupero delle acque piovane e installazione di sistemi di risparmio idrico e il recupero della permeabilità in ambiente urbano;
  • utilizzare i Criteri Minimi Ambientali nel campo dell’edilizia per ridurre gli sprechi;
  • implementare i sistemi di recupero e riutilizzo delle acque;
  • favorire il riutilizzo dell’acqua nei cicli industriali e  garantire un servizio di depurazione dedicato per una migliore qualità dell’acqua di scarico.