Medu organizza un dibattito sulle rotte migratorie e la necessità di canali umanitari

L’incontro si terrà in presenza il 2 ottobre presso il circolo Arci di Peretola, Firenze

migranti
(Getty Images)

La questione delle migrazioni internazionali porta a dibattiti senza fine. Sono troppi gli interessi in gioco per raggiungere accordi istituzionali, ed anche la società civile spesso azzarda posizioni pressapochiste, probabilmente figlie di un’informazione di superficie. Per questo è importante che il tema rimanga in auge nei dibattiti pubblici, specie quelli al livello locale, che possono conferire maggiori occasioni di confronto.

Medu, Medici per i diritti umani, è un’associazione che si occupa di fornire assistenza sanitaria e psicologica a coloro che sbarcano in Europa dopo numerose peripezie. Ma accanto al sostegno sul campo, l’associazione intende promuovere una cultura dell’inclusione e dell’accoglienza, attraverso dibattiti aperti. In quest’ottica il 2 ottobre Medu, in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’associazione, aprirà un confronto con i cittadini sulla questione migratoria.

L’incontro, come riferito dal comunicato dell’associazione pubblicato il 24 settembre, si terrà alle 17:30 presso il Circolo Arci di Perentola, alla periferia di Firenze. Il tema del dibattito è “Rotte migratorie e canali umanitari: quali risposte dall’Africa sub sahariana alla crisi afgana”. L’incontro sarà visibile anche sulla pagina Facebook dell’associazione.

In questo momento storico stiamo assistendo ad un grande afflato di solidarietà nei confronti dei rifugiati afghani, ma lo stesso non accade per gli altri migranti che provengono da situazioni “meno emergenziali” al livello mediatico, ma altrettanto critiche. Il cambiamento climatico, le guerre, le crisi economiche ed i cambi di regime costringono milioni di persone ogni anno a fuggire dalla loro terra per cercare rifugio in altri luoghi.

Non sempre l’accoglienza è “a braccia aperte”. I muri, reali o simbolici, innalzati nelle scorse settimane da più di uno stato membro ne sono la testimonianza. Medu è consapevole che non esistono “rifugiati di serie A e di serie B”, e tenta di coinvolgere la popolazione sulle criticità che emergono nella costituzione di canali umanitari.

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A questo link il comunicato Medu

Si legge sul comunicato: “Nel corso del dibattito rifletteremo assieme sul modo di comunicare le migrazioni, sul contesto storico non di emergenza, ma di consuetudine in cui le migrazioni da sempre esistono e sulle politiche securitarie ed emergenziali che invece di agevolare percorsi di accoglienza sicuri e positivi, consegnano i migranti nelle mani della discutibile guardia costiera libica, ai carcerieri nelle sponde sud del Mediterraneo e al tentativo di attraversare il più pericoloso tratto di mare del nostro tempo alla ricerca di una vita migliore”.