La Sardegna continua a bruciare, il governatore chiede a Draghi nuovi aiuti economici

Continuano le operazioni di soccorso nel tentativo di spegnere un incendio che va avanti da oltre sessanta ore

Non si fermano le operazioni di soccorso nella zona di Oristano in Sardegna, dove da alcuni giorni è scoppiato un terribile e gigantesco incendio che ha gettato nel panico la popolazione. Nel corso della notte si è cercato di mettere in sicurezza tutti i comuni coinvolti anche se il vento e lo scirocco stanno rallentando notevolmente le operazioni. Il bilancio è drammatico: oltre 1.500 mila sfollati e un rogo che fino adesso ha bruciato più di 20 mila ettari di territorio.

Non è stato ancora possibile spegnere un incendio che va avanti da oltre sessanta ore.

Allerta massima sull’intero territorio dell’isola, nella speranza che i soccorsi riescano a domare le fiamme il prima possibile. Una situazione drammatica, con il Presidente del Consiglio Mario Draghi che ha fin da subito annunciato la sua vicinanza alla popolazione ringraziando tutti coloro che stanno partecipando alle operazioni di soccorso. Al momento, in Sardegna sono state dispiegate cinque squadre provenienti dal corpo nazionale di soccorso a cui vanno aggiunti 5 canadair che sorvolano l’isola. Per Solinas si tratta di una tragedia che pretende adesso un intervento forte e urgente da parte del governo, in particolar modo per le conseguenze economiche che ha già prodotto. In ragione di questo, il governatore ha dichiarato di aver già scritto una lettera al premier in cui richiede degli aiuti economici che siano grado di aiutare la Sardegna a fronteggiare l’emergenza. Anche perchè secondo Solinas siamo di fronte a condizioni mai verificate nella storia dell’autonomia sarda, per ampiezza del territorio colpito e per i cambi di vento. Ancora non è possibile fare una stima esatta. La situazione è ancora in evoluzione. Quello a cui stiamo assistendo è un dramma di proporzioni enormi: ettari ed ettari andati in fumo, secoli di storia ambientale e paesaggistica cancellati”. Anche per questo il governatore ha fin da subito dichiarato la stato di emergenza regionale. Antonio Pasquale Belloi, direttore generale della Protezione Civile, ha invece cercato di rassicurare la popolazione spiegando come siano state attivate tutte le risorse disponibili per supportare gli sfollati, a cui va aggiunto l’aiuto che stanno dando in queste ore le associazioni civili presenti nel territorio. 

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L’ultima evacuazione portata a termine ha coinvolto circa 400 persone costrette a lasciare la loro dimora, anche se ad alcuni di questi è già stato dato il permesso per rientrare. Belloi ha comunque rimarcato come gli operatori della Protezione Civile siano “riusciti, nonostante le condizioni meteo e climatiche devastanti dal punto di vista della propagazione degli incendi, a garantire la sicurezza dei cittadini. Da tre giorni le alte temperature hanno reso esplosiva la parte centro-occidentale della Sardegna, quella interessata da questo rogo guidato dal vento”.