In India nascono le Case del Sorriso ed i Children’s club, l’impegno del Cesvi per aiutare i minori in difficoltà

Cesvi ed Ekta raccontano il loro impegno in India per aiutare i minori in difficoltà

bambino indiano covid
(pixabay)

Un punto di luce nella nebbia restituisce qualche immagine, permette di vedere oltre il palmo del proprio naso. E’ ciò che tentano di fare Cesvi ed Ekta, con il loro impegno in India, lo Stato che al momento versa nella condizione da pandemia più drammatica.

A causa dell’alta densità demografica dell’India, e dei censimenti non sempre aggiornati, è difficile stabilire il numero esatto dei decessi Covid, ma la situazione è estremamente grave. Ad essere colpita è principalmente la fascia di età media (30-35 anni) della popolazione meno benestante. Come conseguenza diretta i minori rimangono soli o abbandonati, costretti a lavorare o a prostituirsi per poter sopravvivere.

Cesvi, in un comunicato stampa pubblicato nella data del 24 maggio, racconta il proprio impegno nel territorio indiano in partnership con Ekta.

“Le condizioni di vita si sono talmente deteriorate da mettere in ulteriore, grave pericolo l’infanzia di bambine e ragazze: si è registrato un aumento nel numero di spose bambine, a partire dai 6-7 anni (una pratica difficile da sradicare di fronte alla quale anche la polizia e l’amministrazione distrettuale è impotente). Altre giovani sono state costrette ad iniziare a lavorare per garantire una piccola entrata economica alle loro famiglie, abbandonando così per sempre gli studi. Si sono verificati fenomeni di abuso sessuale, con i ragazzi più grandi che hanno approfittato di ragazze e bambine offrendo in cambio di prestazioni sessuali compensi pari a 10 o 20 centesimi di euro.”

Anche in uno scenario così drammatico si può contribuire al miglioramento della condizione generale, partendo dai singoli individui.

“Nel momento in cui scriviamo sono affidate alle cure della Casa del Sorriso 21 ragazze, di cui 3 presenti nella struttura per preparare gli esami, le restanti a casa presso le loro famiglie per la pausa estiva, con il supporto di pacchi alimentari e di beni di prima necessità.”

Garantire la possibilità della continuità scolastica per i minori che vivono in una condizione di costante incertezza per la propria incolumità e per quella delle loro famiglie non è un’operazione accessoria. E’ la base per la garanzia di un futuro.

Il contrasto della crisi sanitaria è una priorità in India, ma allo stesso tempo è necessario raccogliere risorse umane ed economiche per contenere i danni. nel medio termine.

L’esperienza dei Children’s Club si sta rivelando fondamentale per molti bambini e ragazzi di varie comunità locali.

“Sono gruppi di 20/25 minori per ogni villaggio che si riuniscono periodicamente affrontando tematiche come l’abuso di alcool da parte dei genitori, i matrimoni precoci, la parità di genere, l’importanza dello studio, il lavoro minorile. Ognuno di essi ha Presidente, Vice Presidente, Ministro dell’Istruzione, Ministro degli Interni e Ministro dell’Ambiente. Questi Club sono composti da giovani che stanno davvero prendendo in mano il loro futuro, nonostante le difficoltà del momento, ottenendo grandi risultati: mandano a scuola regolarmente gli amici, ottengono l’elettrificazione delle strade, ritirano le family card con i sussidi alimentari per le famiglie bisognose, promuovono la salute, la prevenzione, i diritti dei bambini.”

Leggi anche: Gaza, Save the Children lancia l’allarme: “Bambini non riescono più a dormire”

Se non si può contrastare la morte, si può almeno tentare di garantire un futuro a coloro che hanno la possibilità di viverlo.