Nasce la Carta del Consumo Circolare, U.Di.Con: “Abbiamo il dovere come cittadini di fare scelte sostenibili”

È stata ufficialmente approvata la Carta del Consumo Circolare

“Abbiamo il dovere di far diventare ogni piccola scelta quotidiana di tutti i cittadini, una scelta sostenibile”. Così esordisce Denis Nesci, Presidente Nazionale U.Di.Con in un comunicato stampa del 21 maggio 2021. Le parole del presidente indicano come necessaria la collaborazione dei cittadini nel processo di conversione ecologica del paese.

Allo stesso tempo, le associazioni, con il sopracitato “dovere”, prendono in carico il ruolo di sensibilizzare ed emancipare gli italiani sul tema della sostenibilità ambientale.Le scelte ecologiche devono diventare un imperativo categorico per imprese e cittadini. Ma oltre all’imposizione normativa, è fondamentale la consapevolezza collettiva dell’urgenza del tema ambientale perchè la conversione diventi effettiva e non meramente formale.

U.Di.Con. annuncia che le Associazioni dei Consumatori ACU, Adoc, Adusbef, Adiconsum, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, CODICI, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno elaborato la “Carta del consumo circolare”, proprio per contribuire alla svolta green del Paese.

In economia, si definisce “consumo lineare” il modello secondo cui si scandisce la vita di un prodotto, dalla produzione al consumo. Questo prototipo si articola in 5 tappe: estrazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento.

E’ basato su un tipo di economia convenzionale, lungi dal riflettere le recenti ambizioni ambientaliste della produzione. Il consumo circolare si differenzia da quello lineare per la sua capacità di tornare alla prima tappa (produzione) a seguito dell’ultima (smaltimento). Nel processo circolare, lo smaltimento del prodotto viene sostituito dal riciclo, il quale viene nuovamente reimmesso nel processo di produzione.

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Conclude Nesci: Non possiamo più permetterci di sorvolare sulle condizioni del nostro pianeta, deteriorato proprio dalle nostre pessime abitudini. Per questo motivo, partiremo dalla Carta del Consumo Circolare per raccontare l’importanza che ognuno di noi può avere in questo senso“.