Codancons, falso rapimento: presentato esposto alla Corte dei Conti

L’Associazione indaga su possibili pagamenti effettuati dallo Stato italiano che potrebbero dunque aver danneggiato la collettività. 

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Grande scalpore ha destato la scoperta del finto rapimento degli imprenditori bresciani Alessandro Sandrini e Sergio Zanotti in Siria, ma anche dubbi da sciogliere per quanto riguarda i possibili danni economici arrecati alla collettività. Note parodiche assume la storia se si considera che Sandrini è stato successivamente veramente rapito in Turchia.

Come riporta l’Agi, la procura di Roma ha infatti ottenuto l’arresto di tre persone, ritenute i registi del sequestro di Sandrini, che avrebbero approfittato della storia creata per dividersi i soldi della Farnesina. Infatti l’imprenditore è stato consegnato al Turkistan Islamic Party, un gruppo di jihadisti uiguri cinesi legato ad al-Qaeda nel nord della Siria.

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La domanda è semplice: lo Stato aveva pagato il riscatto per i finti sequestrati italiani? Certamente la questione ha sollevato sospetti anche nei confronti dell’intelligence italiana, ma ciò che preoccupa l’Associazione è approfondire le ricerche e trovare soprattutto le risposte se questa vicenda ha portato lo Stato italiano ad effettuare pagamenti per il rilascio degli imprenditori Sandroni e Zanotti.

Per eludere dubbi e per senso di giustizia, il Codacons, il Coordinamento per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, infatti ha presentato oggi un esposto alla Corte dei Conti per verificare se la vicenda abbia intaccato l’erario.

Ciò che non convince il Codacons nella ricostruzione della vicenda, poi rivelatasi fittizia è come lo Stato Italiano e l’Intelligence non si siano resi conto della truffa nascosta dietro il rapimento, specie perché la nomea dell’Intelligence italiana rappresenta un vanto su scala internazionale.

Uso legale o illegale dei soldi pubblici?

Per tale ragione, non bastano le dichiarazioni dello Stato a tal riguardo e spiega il Codacons che sarà necessario far chiarezza sulla vicenda con la Corte dei Conti, ovvero l’organo dello Stato Italiano di rilievo costituzionale con funzioni amministrative, giurisdizionali e di controllo sull’attività di spesa preventivo, successivo e contestuale.

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In caso di pagamenti di riscatti per la liberazione dei due imprenditori ci troveremmo di fronte ad un evidente uso illegale dei fondi pubblici, di cui dovranno rispondere i funzionari del Ministeri degli Esteri e dell’Interno che hanno seguito la vicenda, per il possibile danno erariale prodotto”.

Per il Codacons il falso rapimento non si può ridurre solo come un offesa ai danni dell’immagine dello Stato, ma bisogna indagare se lo Stato abbia saputo tutelare l’altro profilo istituzionale che rappresenta e di conseguenze anche le sue casse.