Scuola, un report di Legambiente ci ricorda il declino delle nostre infrastrutture

“Ecosistema Scuola” è un report di Legambiente che mette in luce la condizione degli edifici scolastici. I numeri sono preoccupanti.

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La scuola e le infrastrutture scolastiche. Mentre l’Italia vanta (o vantava) l’eccellenza in materia di programmi ministeriali e di preparazione dei docenti, i luoghi addetti all’educazione lasciano spesso a desiderare.

Rispetto al resto dell’Europa in Italia i progetti di riqualificazione edilizia ed ambientale nelle scuole sono ancora scarsi.

Legambiente conduce da 20 anni un report sulla qualità dell’edilizia scolastica e sui servizi, nominato “Ecosistema scuola”. Questo monitoraggio è funzionale a comprendere come nel tempo si siano evolute le strategie di conversione ecologica e di efficienza strutturale negli edifici scolastici.

Su un campione di 6.156 scuole il 58% non possiede la certificazione di agibilità; il 43% degli edifici scolastici risiede in aree sismiche, ma solo il 30% di questi è costruito con materiali antisismici; non è stato bonificato l’amianto in 145 scuole e il 50% degli edifici non ha impianti sportivi.

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L’importanza delle infrastrutture scolastiche

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La scuola è stata pensata per assolvere diverse funzioni. Oltre a quella didattica in senso stretto il sistema dell’istruzione dovrebbe educare più ad ampio raggio, consentendo anche attività extrascolastiche.

Per fare ciò serve personale qualificato ed infrastrutture adeguate.

La presenza di impianti sportivi e ricreativi funzionanti potrebbe riportare una fetta della popolazione giovanile all’interno delle scuole, ma per far ciò bisogna sfruttare al meglio i progetti finanziati dallo Stato e dalla Comunità europea.

La riqualificazione infrastrutturale delle scuole è stata finanziata con un importo totale di 3.359.614.000 euro nel 2020; di questi solo 1.415.747.000 sono stati utilizzati per progetti avviati.

Buona parte degli ostacoli sono dovuti alle difficoltà degli enti locali di strutturare un metodo efficiente per accedere ai fondi e portare a termine i progetti avviati.

Secondo Legambiente, il metodo per sfruttare al meglio le risorse dovrebbe partire da un censimento delle scuole e da lì andare avanti secondo una scala di priorità. E’ fondamentale iniziare dalla messa in sicurezza delle strutture e via via apportare migliorie per rendere il luogo adibito all’istruzione anche comprensivo di altre attività.

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Come diceva Umberto Eco “il contenitore è il contenuto”. La qualità dell’istruzione scolastica di un paese si misura non solamente con la minuziosità nell’insegnamento, ma anche con la qualità dell’ambiente in cui questa didattica viene svolta. E in Italia c’è ancora tanto lavoro da fare.