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L’Istat ha spiegato che l’introduzione dell’assegno unico riguarderà l’80 per cento della famiglie italiane. 

Che le famiglie italiane abbiano iniziato progressivamente a impoverirsi a partire dalla crisi del 2008 non è certo un mistero. E adesso, il governo sta sta provando a offrire un sostegno ai nuclei familiari attraverso l’introduzione dell’assegno unico.

Un provvedimento di cui ha parlato recentemente il direttore dell’Istat Blangiardo durante un’audizione parlamentare che si è tenuta a fine Ottobre. L’idea è quella di far arrivare a circa l’80 per cento delle famiglie italiane, un assegno che può raggiungere la cifra di 2.990 euro annui.

Secondo l’ultima indagine condotta dall’Istituto nazionale di Statistica il reddito medio della famiglie italiane si attesta intorno ai 31.400 euro. Ma è un dato “falsato” dalla grande condizione di benessere dei nuclei familiari più agiati. È la stessa ricerca infatti a rilevare come il reddito di una famiglia in generale sia in realtà più basso. 

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Istat, famiglie italiane più povere rispetto al 2008

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E oltre a questo bisogna anche considerare che dal 2008 ad oggi, le famiglie hanno perso l’8 per cento della loro ricchezza. Per questo l’introduzione di questo assegno unico potrebbe rivelarsi un efficace misura di sostegno verso questa fascia della popolazione.

L’Istat nel suo studio mette poi in evidenza come questa misura dovrebbe raggiungere circa l’80 per cento delle famiglie, e grazie a questo sussidio il 68 per cento vedrà un miglioramento effettivo della propria situazione economica.

Il problema però è che molte famiglie a causa di questo provvedimento vedranno invece un peggioramento della loro condizione in quanto il diritto all’assegno unico comporta l’abolizione di altri bonus che sono attualmente percepiti dai nuclei familiari interessati. Per quanto riguarda le cifre, Blangiardo ha spiegato che in media ogni famiglia dovrebbe arrivare a percepire in media una somma di circa 250 euro mensili.

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