Tetto al contante a 5.000 euro, arriva il rinvio: stop dal Quirinale

Stralcio della norma sull’aumento del tetto ai contanti dal decreto Aiuti-quater; è intervenuto il Quirinale

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Contante (Foto Pixabay)

Arriva un colpo di scena sulla norma voluta dall’esecutivo per aumentare il tetto all’utilizzo del contante. Infatti, nel decreto Aiuti-quater approvato dal consiglio die ministri è arrivato lo stralcio nelle ultime ore della norma suddetta. Il motivo è relativo alla legittimità di inserire una norma del genere in un decreto.

Infatti, la Costituzione dice che il decreto vanno utilizzati in casi di necessità e urgenza. Nel caso specifico del decreto Aiuti-quater il senso di necessità e urgenza è soddisfatto dall’incombenza del caro bollette da affrontare il prima possibile. In questo contesto, però, non rientra nel carattere urgente l’aumento del tetto all’uso dei contanti.

Illegittimo inserire la norma sul contante in un decreto

Pagamento in contanti
Pagamento in contanti (Foto Adobe)

Per questo motivo, il Quirinale, che ha il compito di promulgare le leggi, ossia di valutarne la coerenza con il dettato costituzionale, ha sollevato l’incompatibilità della norma sul contante in un decreto. La conseguenza è stata lo stralcio della norma dal decreto Aiuti-quater.

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Ciò non comporta anomalie sostanziali in quanto la norma sarebbe andata in vigore dal 2023. Infatti, probabilmente ci sarà soltanto un rinvio formale. La maggioranza prevede di inserire l’aumento del tetto all’utilizzo del contante nella legge di bilancio che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre del 2022.

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Nella sostanza, quindi, nulla dovrebbe cambiare salvo ripensamenti della maggioranza in merito. Tuttavia, ad oggi il tetto al limite del contante non è più presente nelle norme. Sulla questione era stata avanzata una forte polemica da parte delle opposizioni. Infatti, l’aumento del limite all’uso dei contanti, portato dai 2.000 euro attuali a 5.000 euro, non ha alcuna giustificazione se non quella di favorire l’utilizzo dei pagamenti non tracciati.

La scelta era stata giustificata dal governo come misura di aiuto ai poveri. In realtà, non è chiaro quanti poveri possano girare con oltre 2.000 euro, il tetto attuale in vigore, per effettuare i pagamenti. Si attende ora una nuova iniziativa in tal senso nella legge di bilancio.