Bolletta gas, sai che in questo caso puoi non pagarla?

La bolletta del gas insieme all’energia elettrica è diventato uno dei pagamenti più temuti. Ma in certi casi si può evitare di saldarla

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Bolletta gas (Foto Pixabay)

La bolletta del gas è stata una delle utenze che ha più risentito dell’aumento dei prezzi dovuti alla crisi economica ed alle situazioni di conflitti internazionali. Dunque il nuovo anno si è aperto con cattive notizie per i cittadini. Un rialzo percentuale davvero notevole, che rischia di impoverire ulteriormente le famiglie già fortemente destabilizzate dalla crisi pandemica.

Il Governo ha vagliato delle misure per contenere i costi, ad esempio tagliando le accise, ma molte associazioni lamentano che non sia abbastanza. Le bollette che hanno raggiunto il raddoppio devono essere assolutamente contenute. Nel frattempo spopolano i blog che offrono suggerimenti su come risparmiare. E in casa si cerca di attuare tutte le strategie possibili per non far lievitare le bollette. Ma in alcuni casi alcune cifre richieste dal fornitore di gas possono essere non pagate.

Bollette gas, quali sono esenti dal pagamento?

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Bolletta gas (Foto Pixabay)

Esiste un conteggio annuale sulle bollette del gas che si chiama conguaglio. In pratica, l’azienda fornitrice a seguito di ricalcoli esatti, controlla se i consumi effettivi sono corrispondenti a quelli presunti. Ed invia all’utente la bolletta. Attenzione, il conguaglio può anche essere positivo, ovvero che l’azienda si accorge di dovere del denaro all’utente perché ha pagato troppo.

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Ma il conguaglio dovuto a bollette errate in negativo non è responsabilità dell’utente, ma dell’azienda. E la legge lo sa. Difatti il tempo di prescrizione per le bollette del gas da conguaglio scendono da 5 anni – quelli canonici – a 2 anni. Se per quel lasso di tempo non si è pagata la bolletta del conguaglio del gas, si può considerare accantonata.

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Per quanto riguarda l’utenza del gas vale per i conguagli ricevuti a partire dal 1° gennaio 2019. Questa prescrizione è valida per le utenze private ed anche per le microimprese, ovvero quelle fino a 10 dipendenti e con un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro. Attenzione però, il termine di prescrizione biennale si riferisce alla situazione di silenzio da parte dell’azienda di fornitura. Se arrivano solleciti di pagamento, il conteggio ricomincia dalla data della raccomandata.