Privacy, GPDP ed Università di Firenze insieme per promuovere la protezione dei dati

La cultura digitale è alla base della privacy. Ne sono convinti sia il GPDP che l’Università di Firenze, che hanno siglato un protocollo d’intesa

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Privacy (Foto Unsplash)

La privacy è un concetto relativamente recente ma ormai sulla bocca di tutti. Nonostante ciò, davvero in pochi conoscono i limiti che aziende, privati e contatti non possono oltrepassare per legge. E qui entra in scena la cultura sulla protezione dei dati, che si propone di emancipare la cittadinanza digitale in favore della tutela della riservatezza.

Sono sempre maggiori i crimini perpetrati online che abusano di dati personali anche per ricattare inconsapevoli soggetti che cadono nella loro rete. E sono ancora troppi i dati sommersi. Le denunce di stalking, violazione della privacy a mezzo web, sono fortemente condizionate dal senso di vergogna che comporta determinati reati.

Ma anche senza arrivare ad interpellare il codice penale, anche il trattamento dei dati personali da parte di aziende spesso viene richiamato all’ordine dal Garante della privacy, che per effettuare strategie di controllo deve implementare un lavoro sempre più cavillare ed accurato. Ma il primo fattore di controllo è la prevenzione.

A questo scopo il Garante della privacy annuncia in un comunicato stampa datato 21 aprile 2022, che collaborerà con l’Università di Firenze “per sviluppare attività di formazione, informazione e divulgazione sul tema della protezione dei dati e dell’educazione digitale”. La formalizzazione dell’accordo sarà siglata il 22 aprile con la firma di un protocollo di intesa tra le due Istituzioni, a margine del convegno “Intelligenza Artificiale e Smart cities. Sfide e opportunità”.

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Le strategie principali coinvolgono entrambe le istituzioni in progetti finalizzati a sviluppare: “l’organizzazione di iniziative di formazione e informazione finalizzate alla promozione della cultura della privacy e dell’educazione digitale; la cooperazione per la realizzazione di linee guida, best practices o vademecum, articoli o pubblicazioni scientifiche (con speciale focus sull’uso consapevole delle nuove tecnologie e sul contrasto al fenomeno della violenza digitale); lo sviluppo di attività e progetti di ricerca, anche a livello internazionale, per esplorare le nuove frontiere della protezione dei dati in relazione allo sviluppo della società dei dati, dell’economia digitale e dell’Intelligenza Artificiale.

La durata triennale dell’intesa potrà creare lo spazio sufficiente per aiutare la popolazione digitale ad acquisire maggior consapevolezza del valore che hanno i dati personali, sia in veste privata che commerciale. Il mondo digitale sta aprendo le frontiere ad algoritmi che consentono operazioni mai previste in precedenza. E’ necessario conoscere i pericoli del web ed imparare a proteggersi.