Busta paga, arriva l’aumento per queste categorie?

Il governo è al lavoro per la manovra economica 2022 che porterà a pagare meno tasse e ad avere aumenti in busta paga

Più soldi nelle buste paga e meno tasse per le famiglie e per le imprese: sono questi gli obiettivi della manovra economica del 2022 del governo Draghi, obiettivi messi nero su bianco a Palazzo Chigi nella serata di martedì.

La manovra è stata definita dal premier Draghi una “riforma epocale”, riforma approvata a pieno dal Parlamento.

Manovra economica 2022, cosa cambia per i lavoratori

reddito di cittadinanza
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Nello specifico il governo ha stanziato 8 miliardi di euro per ridurre le tasse e, gran parte di questi fondi, sarà destinata al taglio del cuneo fiscale, ovvero la differenza tra ciò che i dipendenti prendono e quello che realmente viene pagato loro dal datore di lavoro. Il governo starebbe ora studiando un passaggio tra il vecchio ed il nuovo modello che non vada a creare problemi.

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Attualmente il cuneo fiscale in Italia è tra i più alti al mondo e questa problematica, segnalata anche dall’Ocse (organizzazione dei Paese più industrializzati), non incoraggia di certo il lavoro. Vediamo nel dettaglio come probabilmente saranno spesi gli 8 miliardi di euro.

Con molta probabilità il governo continuerà ad agire sui “trattamenti integrativi” che già oggi sono presenti nella busta paga dei lavoratori con un reddito fino a 40mila euro. L’obiettivo è quello di ampliare quanto più possibile la platea favorendo in particolare i ceti medi, gravati con un’aliquota del 38%. Un 11% in più rispetto allo scaglione compreso tra i 15 e i 28mila euro.

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Se il governo dovesse decidere di aumentare il bonus da 100 a 120 euro e ampliare l’integrazione economica fino a una fascia di reddito di 55mila euro, i maggiori vantaggi sarebbero nella fascia oltre i 40mila euro. Questa fascia si ritroverebbero con un incremento netto in busta paga di 1.056 euro. Nelle altre fasce di reddito l’incremento netto si dovrebbe attestare sui 240 euro in più rispetto a quanto ricevuto fino ad oggi.

Con molta probabilità, infine, dal 2022 dovrebbero essere cancellati i contributi alla Cassa Unica Assegni familiari, intervento che costerebbe circa 2 miliardi e avrebbe il doppio vantaggio di favorire imprese e famiglie.