Il Movimento #IoApro torna a protestare a Roma contro il Green Pass

Dopo la manifestazioni di sabato, il Movimento IoApro torna a manifestare nella capitale contro l’introduzione del green pass. Secondo gli organizzatori, sono già state raccolte più di 50mila adesioni

Il Movimento #IoApro, nato durante la pandemia per protestare contro le misure restrittive imposte dal governo, ritorna in piazza contro il governo, e questa volta per dire di no all’introduzione obbligatoria del green pass. Già nella giornata di sabato c’era stata una prima manifestazione a cui avevano aderito migliaia di persone, e un nuovo evento di protesta è adesso atteso domani. I manifestanti scendono in piazza a protestare contro la scelta dell’esecutivo di rendere obbligatorio il certificato vaccinale anche per entrare in un esercizio commerciale. Una decisione che a loro parere discrimina in modo ingiusto chi invece sceglie in autonomia di non sottoporsi al vaccino. La protesta inizierà alle ore 15 da Piazza del Popolo a Roma e gli organizzatori sostengono di aver già raccolto oltre cinquanta mila adesioni. Intervistato dai giornalisti, Umberto Carrera, segretario nazionale di IoApro, ha giustificato l’evento spiegando che “inserire il green pass, oltre che una limitazione inaccettabile dell’individuo, andrebbe a creare a tutte le categorie coinvolte un danno economico incredibile”.

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Non soltanto dunque una questione di libertà costituzionale, ma anche la preoccupazione che i primi ad essere danneggiati da questa decisione, siano i piccoli commercianti già duramente vessati dalle misure restrittive imposte dal governo. All’evento prenderanno parte anche importanti esponenti politici come il leghista Claudio Borghi e Gianluigi Paragone, fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle dopo la fiducia al governo Draghi. E sulla manifestazione di Sabato organizzata da IoApro è intervenuto anche il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese che ha dichiarato di guardato con molto alle manifestazioni no-vax, precisando però che si è trattata di una manifestazione non autorizzata dal Viminale.

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Preoccupa inoltre la comparsa durante le proteste di alcuni simboli apertamente riconducibili alla Shoah, che hanno irritato non poco la senatrice Liliana Segre, una delle poche superstiti italiane di quel terribile dramma. Per la senatrice, è sbagliato e insensato anche solo pensare di paragonare la persecuzione ebraica ai provvedimenti adottati contro chi rifiuta di vaccinarsi. La sua speranza èche quei manifestanti rappresentino una minoranza. Perché come si fa a non vaccinarsi con una malattia terribile come questa che ha ucciso senza distinzioni?”.