Federbio, i teli biodegradabili aiutano la coltivazione sostenibile

Fondamentali per supportare gli agricoltori biologici” secondo l’associazione

plastica free
(pixabay)

La coltivazione biologica e biodinamica non è fatta solo di preparati speciali e di metodi alternativi. In quanto pratica agricola, deve seguire le consuete modalità di protezione del raccolto. Spesso una stagione sfavorevole rischia di rovinare il raccolto, e per non intervenire con pratiche invasive per l’ambiente gli agricoltori devono utilizzare metodi alternativi, come la pacciamatura, ovvero la copertura con teli per evitare la crescita di erbe infestanti.

Federbio, attraverso un comunicato del 7 luglio, porta a conoscenza di un’innovazione tecnologica che va a braccetto con la sostenibilità ambientale, i teli biodegradabili. Sono stati presentati lo scorso 21 maggio dall’azienda di produzione, la Mater-Bi. Si tratta di composti derivati per il 60% da materie prime rinnovabili. I teli vengono biodegradati dai microrganismi presenti nelle colture. Poco tempo dopo l’utilizzo, i teli spariscono nell’ambiente, senza la necessità di essere riciclati.

Questo prodotto ha destato grande interesse nel campo del biologico e nei presenti alla presentazione. Secondo Federbio, i teli biologici sono un alleato importante per l’aumento della conversione biologica nell’agricoltura.

Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio, interviene sull’argomento: L’impiego dei teli si sta rivelando fondamentale per supportare gli agricoltori biologici nelle fasi più delicate anche nelle coltivazioni in pieno campo, in particolare per semine precoci e per il controllo della flora spontanea. E ciò con evidenti vantaggi anche per le relazioni fra sistema suolo e pianta e per il risparmio idrico, con maggiore produzione, minori impatti e costi”.

Leggi anche: Raddoppia l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti suini, la scoperta di alcuni giornalisti inglesi

Leggi anche: Legambiente premia i comuni che riciclano, si accorciano le distanze tra…

A questo link il comunicato di Federbio

Gestione cookie