Bonifico, attenzione: con questo errore rischiate grosso

Bonifico, massima attenzione a questo errore che potrebbe costarvi caro! Tutti i dettagli per non incorrere in sanzioni e controlli

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Tante volte nella vita sarà capitato a tutti di dover effettuare un bonifico per un pagamento. Negli ultimi tempi ormai si procede sempre di più con l’internet banking per effettuare acquisti o per saldare un conto o una fattura. Per non parlare poi di un regalo ad un amico o parente lontano per una ricorrenza. Sono davvero tante le situazioni che portano ad una serie di riflessioni da non sottovalutare.

Ma cosa accade se per esempio si devono dei soldi ad un amico? Anche per un semplice prestito privato? Innanzitutto da non perdere di vista il motivo che porta ed effettuare questo passaggio di soldi da un conto ad un altro. Il primo elemento da considerare è la causale. Che rappresenta in fin dei conti solo un promemoria.

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E che se non è motivata o convincente non esclude accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Insomma, prima di procedere a questo tipo di operazioni bisogna sempre capire come si deve poi fare per giustificare questo passaggio di danaro.

Bonifico ad amico: ecco come fare per giustificarlo

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L’Agenzia delle Entrate non presta molta attenzione quando ci si trova di fronte ad un bonifico nella stessa famiglia, soprattutto tra quelli tra padre e figlio. Molti sospetti invece arrivano quando questo passaggio avviene tra amici, anche perché la generosità nel nostro ordinamento giuridico non è prevista.

L’unico modo per proteggersi da eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrare ed evitare guai resta quella della giustificazione per iscritto del passaggio di soldi. Il prestito o il regalo deve essere confermato tramite atto scritto tra le parti. Magari certificato con una raccomandata o una pec.

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Se poi la somma è di grossa entità, superiore ai mille euro per intenderci, bisogna procedere con atto notarile. In questo caso parliamo di donazione di non modico valore, con la necessità di un contratto ed imposte all’8%. Se si giustifica poi che la somma serve al destinatario, come da parere della Cassazione, per effettuare un acquisto, questa pratica può essere superata.