Recovery, pronto il piano italiano: stabilita la ripartizione delle risorse

Recovery Plan, pronta la bozza che l’Italia deve presentare a Bruxelles entro il 30 aprile. Tutte le novità e la ripartizione delle risorse

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L’Italia sembra pronta per la presentazione del Recovery a Bruxelles entro il 30 aprile. Con la bozza finale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il governo Draghi ha compiuto un passo importante verso lo sblocco dei fondi che serviranno per la ripresa dopo l’emergenza economica e sanitaria che ha colpito il nostro paese. Soldi che verranno distribuiti in base ad un piano accurato e di rilancio.

Il presidente del Consiglio, insieme ai ministri Franco Colao Cingolani e Giovannini, ha rispettato i tempi con la stesura della bozza che verrà poi presentata al Consiglio dei ministri prima dell’ultimo passaggio alle Camere. Quest’ultima tappa è prevista per la giornata di lunedì o al massimo martedì prossimo. Tanto dipenderà anche dalle possibili revisioni eventuali nel Cdm.

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Non sono mancate le proteste parlamentari e del mondo della politica per questo modo di agire “a scatola chiusa” del governo, mossa che il presidente del Consiglio invece reputa fondamentale per blindare i miliardi in arrivo dall’Europa da qualsiasi pressione possibile dai partiti.

Recovery, arrivata la bozza per i fondi europei

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Svolta importante in merito al Recovery Plan, che l’Italia dovrà consegnare entro il 30 aprile. Tra i passaggi fondamentali della manovra c’è sicuramente l’impegno per il Sud, con il 40% della somma da impiegare per la rivalutazione del mezzogiorno tra misure occupazionali e strutturali. Che comprendono anche il potenziamento della linea ferroviaria ma anche di edifici. Senza dimenticare gli interventi per la PA.

Una parte importante dei miliardi europei sarà destinata alla Digitalizzazione innovazione competitività e cultura del paese. Con 46,3 miliardi da investire in questi settori, senza dimenticare l’economia green che beneficerà di oltre trenta miliardi.

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Altre quote importanti verranno destinate all’istruzione con 28,4 miliardi di cui quasi 17 miliardi per il miglioramento e la riduzione delle disparità. Altra quota importante di 27 miliardi è riservata all’Inclusione sociale. Per un totale di 220 miliardi, anche se dall’Europa ne arriveranno 191, mentre i restanti 30 miliardi arriveranno dal fondo complementare nazionale che l’Italia ha deciso di utilizzare.