Addio alla Quota 100, si ipotizza la Quota 102: come funziona

La Quota 102 probabilmente andrà a sostituire la Quota 100. Vantaggi e svantaggi di questa formula per la pensione anticipata.

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La Quota 100 sta per volgere al termine. Il 31 dicembre 2021 sarà la data dello stop. Mentre si sta facendo un bilancio di questa formula sperimentale per la pensione anticipata, sorgono molte domande su cosa accadrà con l’avvento del nuovo anno. Ci sarà una degna sostituta? O tornerà a 67 anni l’età anagrafica per la pensione?

Le ultime notizie danno la Quota 102 come favorita. In cosa consiste? Si ricorda che la formula della Quota 100 si basava su un semplice calcolo matematico: 62 anni di età + 38 anni di contributi = 100. Chi raggiungeva tali requisiti poteva andare in pensione.

La Quota 102, secondo le informazioni più recenti, si baserebbe sullo stesso calcolo, aumentando di 2 anni l’età anagrafica. 64 anni di età + 38 anni di contributi = pensione.

Ma cambiano alcuni criteri. La riforma pensionistica tanto attesa da chi sta per finalizzare i requisiti tarda ad assumere una forma definitiva. Le misure di contrasto alla pandemia sono la priorità governativa, a discapito di altre tematiche quali quella previdenziale. Ma il termine triennale della Quota 100 mette il fiato sul collo alle istituzioni per formulare un’alternativa.

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La Quota 102 e le differenze con la Quota 100

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Come già sottolineato la formula della Quota 102 si basa sullo stesso computo della 100, con 2 anni aggiuntivi di età per raggiungere i requisiti.

Ma ci sarebbero altre differenze. La Quota 102, sulla carta, sembrerebbe meno flessibile della precedente. Infatti gli anni di contributi figurativi da riscattare potrebbero essere massimo 2. Quelli derivanti dalla maternità, dal servizio militare ed i riscatti volontari sarebbero esclusi dal conteggio dei contributi figurativi.

Alcune categorie di lavoratori potrebbero ottenere dei vantaggi dalla Quota 102. Le donne dovrebbero avere uno sconto di 8 mesi per ogni figlio avuto, per un massimo di 24 mesi. I “caregiver”, cioè chi assiste un invalido grave da almeno 5 anni, potrebbe avere accesso ad un anno in meno sui requisiti richiesti per andare in pensione.

I lavoratori precoci dovrebbero conseguire un aumento del 25% sui due anni lavorativi effettuati tra l’età di 17 e 19 anni.

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Per il momento si è ancora nel ventaglio delle ipotesi, si attendono conferme definitive.