Rincaro carburante, stangata in arrivo per gli italiani

Rincaro carburante, nuovo preoccupante rialzo in Italia per questo 2021. Ecco quanto costerà in più alle famiglie fare rifornimento. 

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Rincaro carburante in arrivo in Italia. Come se tutte le difficoltà economiche del caso legate al Covid-19 già non bastassero, ora si aggiunge anche questa. Lo riferisce Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata in trasporti, la quale prevede appunto una stangata per tutti gli italiani in questo 2021. Una batosta che, secondo le proiezioni, corrisponderà precisamente a circa 190 euro in più all’anno per ogni famiglia.

Rincaro carburante, nuovo rialzo in Italia 

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Una salita che in realtà non nuova ma di vecchia data. La benzina, infatti, oggi costa l’11% in più al litro rispetto allo scorso maggio. Il diesel procede invece su un +11,1%. Il che significa che su una vettura di media cilindrata servono 7.85 euro in più rispetto a 9 mesi, 7 invece per il diesel. Un quadro, come detto, destinato anche a peggiorare.

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“Ad incidere su tale situazione – spiega Furio Truzzi, presidente dell’associazione – è la tassazione a dir poco enorme che grava sui carburanti: basti pensare che a oggi i cittadini pagano il 66% di tasse per la benzina, il 62,4% sul gasolio e mai nessun governo ha fatto nulla per cambiare tale scenario”. 

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La richiesta dell’associazione, adesso, è che proprio il neo Premier Mario Draghi possa cambiare le carte in tavola per andare incontro ai consumatori. Serve infatti un intervento deciso che allenti la tassazione che portano il quadro nostrano ad essere tra i più cari di tutta l’Europa. Così anche da “alleggerire la spesa delle famiglie oggi più che mai impoverite e in difficoltà a causa dell’emergenza Covid”, evidenzia il dirigente.

Un appello a cui si è aggiunto anche il Codacons che pure sottolinea i prezzi esorbitanti nel Bel Paese: “Siamo tornati ai vertici della classifica dei Paesi dell’Unione Europa: i prezzi, qui, costano mediamente il 10.7% in più rispetto alla media continentale”. Sono diversi quindi gli enti che ora chiedono un intervento deciso all’Esecutivo.