In Russia si sono rinvenuti 13 cani randagi con il pelo blu. Si fanno accertamenti su una fabbrica chimica nelle vicinanze

Cani blu in Russia
Esemplare di cane blu (Instagram)

Lo scorso 13 Febbraio, nella zona di Dzerzhinsk, situata a nord della Russia, un branco di cani vagabonda intorno ad una fabbrica chimica. Fin qui, niente di singolare. Ma i cani in questione hanno il manto di un colore blu di prussia, cioè un blu molto acceso, che li porta immediatamente al centro dell’attenzione mediatica. Come mai questo strano fenomeno?

Ci si ricorda sicuramente del cavallo verde del Totip, che negli anni ’80 ha sponsorizzato il famoso gioco Sisal. In quel caso, dopo parecchie lotte condotte dagli ambientalisti è stata abolita la pratica di dipingere un animale, considerata dannosa e crudele.

Ma in questo caso non si tratta di un fenomeno intenzionale, ma il manto colorato dei cani Russi è probabilmente causa di una contaminazione chimica.

Nelle vicinanze dell’avvistamento c’è un enorme impianto chimico in disuso che produceva acido cianigrico e plexiglass.

Il ciano è il colore base del blu, e si suppone che i cani si siano rotolati nelle scorie della fabbrica dismessa o addirittura che ne possano aver ingerito delle sostanze.

Leggi anche: Aidaa, nel 2020 un cane avvelenato ogni 16 minuti

Si fanno accertamenti sull’azienda chimica

avvistamento cani blu
Avvistamento del branco (Instagram)

Gli investigatori sono stati subito sollecitati dalla cittadinanza locale che ha repentinamente avvertito le autorità dopo gli avvistamenti. Dopo aver ottenuto il permesso di entrare nei terreni della fabbrica chimica le analisi hanno confermato che il blu di prussia a cui il pelo dei cani è risultato positivo, può essere compatibile con le rimanenze chimiche prodotte dalla fabbrica.

Il veterinario afferma che i cani per ora sono sotto controllo e non mostrano segni di avvelenamento tali da metterli in percolo di vita.

Leggi anche: 10 alimenti a rischio, la causa sono gli oli minerali

L’ex responsabile della fabbrica, intervistato dai giornali russi risponde: “Già qualche anno fa avevo sentito parlare di cani con colori poco naturali. Ma il costo di cattura controllo e sterilizzazione degli esemplari sarebbe stato troppo alto per l’azienda“.