Riforma del fisco, il governo Draghi sembra intenzionato a prendere come esempio il modello danese per cambiare la tassazione nel nostro paese. 

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Il governo Draghi appena nato, si è presentato alle camere con un programma importante e ambizioso. Se il nuovo premier su molte questioni importanti si limita semplicemente a raccogliere il testimone del precedente esecutivo, su altre invece dichiara di voler adottare un approccio inedito.

E una delle sfide più ambiziose riguarda la riduzione del carico fiscale sui cittadini. Una promessa che però non sarà semplice rispettare. L’intenzione di Draghi, almeno da alcune indiscrezioni che circolano sui giornali, sarebbe quella di aiutare la classe media attraverso una consistente riduzione delle tasse sul lavoro. E nel suo discorso di presentazione, il nuovo Presidente del Consiglio ha fatto un riferimento che non è certo passato inosservato. 

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Riforma del fisco, come funziona il modello danese

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Draghi ha infatti elogiato il modello danese come un esempio da seguire in ambito fiscale. Da anni infatti, la Danimarca viene vista come un’eccellenza su questa tematica, per essere riuscita a mettere in piedi un sistema che si sta rivelando profondamente equo nei confronti dei contribuenti. Certo, quello danese è un sistema fiscale che non può essere compreso guardando ai soli numeri, che per alcuni versi non sono così distanti dal modello italiano. La tassazione sui redditi da lavoro si aggira infatti tra il 38 e il 55 per cento, mentre ad esempio l’Iva è attualmente tassata al 25 per cento. 

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La differenza la fanno le varie integrazioni al reddito e il sistema di welfare diffuso nel paese. Le esenzioni di imposta sono poi tantissime, così come la progressività fiscale permette una reale distinzione tra i redditi, in modo che chi si ritrova a guadagnare meno, non si ritrova oberato dalle tasse.