Nuova truffa della finta banca raggiunge le vittime usando il telefono. La denuncia è partita da una donna di Milano che ha denunciato tutto alla Polizia.

Finta banca, attenzione alle telefonate truffa
Finta banca, attenzione alle telefonate truffa (foto: pixabay)

Gira una nuova truffa con al centro un finto Ufficio Frodi che, tramite sms, carpisce le informazioni sensibili degli utenti e permette così ai malintenzionati di svuotare i conti correnti delle vittime.

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Finta banca ma truffa vera

Finta banca, attenzione alle telefonate truffa
Finta banca, attenzione alle telefonate truffa (foto: pixabay)

La vicenda è stata segnalata alla Polizia da una donna di Milano di 55 anni che raccontato il meccanismo nel quale si è ritrovata. Tutto è cominciato con un sms apparentemente proveniente dalla banca della vittima. Nel messaggio, che alla signora risultava inviato dall’Ufficio Frodi della sua banca, le veniva chiesto di cliccare su un link per confermare i propri dati a seguito di tentativi di accesso anomali.

Al messaggio seguono poi alcune telefonate in cui il truffatore, spacciandosi per operatore del servizio antifrode della banca, convince la signora che qualcuno abbia effettivamente tentato di entrare sul suo conto e a bloccare le operazioni che stanno per partire, offrendosi di aiutarla a risolvere la questione con alcuni semplici clic. La brutta sorpresa arriva qualche giorno dopo quando la vittima si accorge che sono spariti dal conto proprio i soldi che lei era convinta di aver salvato dal tentativo di frode.

In totale la vittima di Milano si è vista portare via quasi 60mila euro.

Ma come è possibile che un truffatore metta su un raggiro con una finta banca in questo modo? Esistono servizi con sedi in Paesi esteri che permettono a chiunque di chiamare o mandare messaggi a un altro numero di telefono mascherando il numero di origine e facendo risultare un altro numero, stavolta quello del servizio antifrode della banca della signora. Per la magistratura italiana è difficilissimo contrastare questo genere di truffe perchè i Paesi in cui hanno sede i servizi non hanno convezioni giuridiche con il nostro Paese.

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L’unica vera forma di tutela è sempre la stessa: non dare a nessuno i propri codici personali bancari perchè nessuna banca chiede una conferma dei dati su nessun tipo di sito e con nessun tipo di sms.