In alcuni casi la banca può decidere che il conto corrente sia bloccato senza preavviso.

Conto corrente bloccato
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Ci sono alcune circostanze in cui la banca può disporre che il conto corrente sia bloccato. Da questa decisione derivano una serie di conseguenze non sempre piacevoli. Come ad esempio trovarsi in giro e avere la necessità di utilizzare la carta perché si è sprovvisti di contanti e non poterlo fare.

Di seguito i casi in cui la banca può decidere di bloccare il conto corrente senza avvisare il suo titolare.

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Conto corrente bloccato, i casi in cui la banca lo dispone senza preavviso

Conto corrente bloccato
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Il primo caso in cui la banca può disporre il blocco o del conto corrente è quando si è in rosso. Solitamente in questo caso, però, l’Istituto avvisa il cliente. Un’altra situazione in cui non si può accedere al proprio conto è la mancata osservanza delle leggi anti riciclaggio.

Il conto corrente, inoltre, può essere bloccato anche quando sono figure terze a chiederlo. Se il cliente ha debiti con privati e con il fisco che non corrisponde, parte la sanzione. In queste circostanze così delicate, la banca procede con il blocco del conto corrente, portando a termine di fatto un’ordinanza dell’Autorità giudiziaria che dà via al pignoramento. Il cliente ha diritto a un preavviso di almeno 10 giorni di tempo per risolvere la questione debiti.

Il modo più veloce per vedere il proprio conto corrente bloccato è avere debiti con il Fisco. Il titolare del conto ha 60 giorni di tempo per sistemare la sua posizione con l’Ente di riscossione prima che il blocco diventi esecutivo.

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Un’ultima ragione per cui la banca può decretare il blocco del conto corrente si deve al decesso del titolare dello stesso. In questo caso, in verità, il conto è solo congelato in attesa del pagamento della successione da parte degli eredi.