Le proposta di Bankitalia contro la crisi economica prevede l’introduzione del pagamento dell’IMU sulla prima casa e l’aumento dell’IVA.

Le misure avanzate da Bankitalia sono state accolte da una serie di critiche. La proposta, infatti, include l’introduzione dell’IMU sulla prima casa e l’aumento dell’IVA.

Durante l’audizione al Parlamento, il dirigente, Giacomo Ricotti, ha sottolineato certe storture dell’Irpef con un carico fiscale sostenuto per la maggior parte dai contribuenti con redditi medio-bassi (pari o inferiori a 55 mila euro).

I 41,4 milioni di contribuenti esitano un gettito fiscale annuo di 191 miliardi che corrisponde al 40% delle entrate tributarie complessive. Giacomo Ricotti fa notare, inoltre, che in Italia la pressione fiscale resta molto elevata sul capitale e, soprattutto, sul lavoro e che le aliquote marginali creano distorsioni.

Richiede dunque una riforma organica delle detrazioni per tipologia di lavoro e delle addizionali locali, prendendo ad esempio il modello spagnolo che prevede l’esenzione sulla base del numero dei componenti della famiglia.

Il provvedimento sarebbe, dunque, una no tax area familiare. In aggiunta sottolinea che, dati i vincoli di bilancio, la riduzione delle imposte sui redditi dovrebbe essere compensata dall’aumento del sugli immobili, sulla ricchezza finanziaria e sui consumi.

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IMU prima casa, la proposta impopolare di Bankitalia

IMU prima casa
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Giacomo Ricotti propone dunque di reintrodurre l’IMU prima casa e di aumentare l’imposizione fiscale sugli immobili, simultaneamente all’aggiornamento dei valori catastali e prevedendo un’esenzione per le famiglie con redditi più bassi.

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Questa misura, come l’aumento dell’IVA, rischia di portare il mercato al collasso. In passato, infatti, l’introduzione della tassa sulla prima casa aveva fatto crollare del 25% i prezzi delle case. L’incremento dell’IVA, invece, rischierebbe di scoraggiare i consumi delle famiglie, già duramente colpiti nel corso dell’anno passato dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.