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Tasse, stop cartelle esattoriali per le Partite Iva. Questa la proposta dell’associazione Partite Iva per cambiare. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste.

Un appello al governo per tagliare le tasse ad una categoria, quella dei lavoratori autonomi, che risulta una delle più colpite dalla conseguenze economiche innescate dalla pandemia di coronavirus.

A lanciarlo è stata l’associazione “Partite Iva insieme per cambiare” che nonostante sia nata soltanto lo scorso anno, raccoglie già al suo interno più di 450 mila iscritti. Nel testo della petizione si legge che “i lavoratori autonomi sono al collasso a causa dell’emergenza sanitaria che si è aggiunta a una preesistente e profonda crisi economica. Servono scelte coraggiose per salvare il Paese e migliaia di artigiani, commercianti e professionisti per i quali i pochi ristori varati dal Governo sono assolutamente insufficienti”. Di qui la proposta di varare per gli autonomi un condono fiscale e un sistema che riesca a premiare, magari tramite agevolazioni, i contribuenti che risultano virtuosi. 

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Tasse, stop cartelle esattoriali: le dichiarazioni del presidente di Partite Iva per Cambiare

 

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Giuseppe Palmisano, presidente dell’associazione, ha ricordato come con l’inizio del nuovo anno, sulla testa di molti cittadini vi sia una vera e propria spada di damocle. Più di 50 milioni di cartelle esattoriali stanno infatti per essere inviate dall’Agenzia delle Entrate. Un numero semplicemente abnorme, che coinvolge quasi tutta la popolazione in un momento oltretutto difficilissimo dal punto di vista economico. 

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Palmisano ha dichiarato in proposito che questi numeri testimoniano “il fallimento di un sistema fondato sull’oppressione fiscale, burocratica e vessatoria, un sistema che ha mortificato la voglia di fare, ha ucciso le speranze di migliorare la propria condizione, ha tolto il diritto di sognare la possibilità di programmare il futuro. In questo scenario il Governo ha elargito elemosine a macchia di leopardo con regole spesso incomprensibili, favorendo l’indebitamento che è quanto di più deleterio si possa immaginare per chi versa in difficoltà”.