Nella nuova Legge di Bilancio 2021, il blocco dei licenziamenti viene prorogato fino alla data del 31 Marzo 2021. Ma quali sono i casi in cui è ancora possibile licenziare?

Con la Legge di Bilancio 2021, arriva una nuova proroga del blocco licenziamenti che viene esteso fino alla data del 31 marzo 2021.

Si tratta di una misura varata dal governo subito dopo il primo lockdown nazionale allo scopo di evitare che le aziende, in preda alla paura dell’imminente crisi economica, licenziassero in blocco i loro dipendenti deprimendo così i consumi e l’economia interna.

Viene dunque rinnovato il divieto di licenziare, anche se va precisato che questo non riguarda ad esempio i casi di licenziamento per giustificato motivo determinati da inadempienze contrattuali riscontrate nel rapporto di lavoro.

Questo blocco riguarda infatti principalmente le imprese che non hanno ancora utilizzato l’esonero contributivo e la Cassa Integrazione COVID.

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Legge di Bilancio 2021, Blocco Licenziamenti: in quali casi è ancora possibile licenziare

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Qui di seguito, i casi in cui un’azienda può ancora decidere di licenziare un dipendente, nonostante il blocco disposto dal governo:

  • Fallimento aziendale in cui viene certificata la cessazione dell’attività
  • Alcuni casi di accordi collettivi nazionali a patto che i lavoratori in questione possano in seguito fruire dell’indennità di disoccupazione Naspi. 
  • Società che non continuano l’attività
  • Giustificati motivi oggettivi nel momento in cui il dipendente non rispetta gli obblighi previsti nel contratto nei confronti di datore di lavoro e azienda

Ricapitolando, si può facilmente comprendere come in realtà, l’unica tipologia di licenziamento realmente vietata è quella per giusta causa, dovuta al calo del fatturato dell’impresa o alla sospensione delle mansioni lavorative del dipendente epr cause di forza maggiore.

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