Legge di Bilancio, proposta una tassa patrimoniale sui redditi dal Pd e Leu con Nicola Fratoianni come primo firmatario dell’emendamento.

La proposta, inserita in un emendamento della nuova Legge di Bilancio, porta la firma di alcuni deputati di Leu e del Partito Democratico, con Nicola Fratoianni in testa.

L’ipotesi avanzata, è quella di una patrimoniale applicabile ai redditi sopra i 500 mila euro. Un Intervento necessario e quasi doveroso per affrontare la crisi economica scatenata da questa emergenza sanitaria, come ha spiegato in un’intervista Fratoianni: “In un momento come questo è necessario un intervento di redistribuzione. In questo emendamento, quindi, c’è un elemento di giustizia sociale, ma anche di convenienza di sistema. Obiettivo di questo emendamento è quello di eliminare tutte quelle mini patrimoniali che colpiscono il ceto medio e intervenire sulla progressività della tassazione, a partire dai super-ricchi, quei poco più di 2000 persone con un patrimonio superiore ai 50 milioni di euro“.

Nello specifico, l’intenzione sarebbe dunque quella di creare un’imposta progressivaderivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero”. 

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Patrimoniale, la reazione del centrodestra

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Immediata la reazione del centrodestra, che si ha subito bocciato l’emendamento, definita dalla Meloni un vero e proprio “furto sui conti correnti” ai danni di cittadini.

La proposta dovrebbe essere discussa nella prossima settimana dal governo, e sicuramente non si tratterà di un tema facile da affrontare. Oltretutto, potrebbe essere un errore considerare la patrimoniale come uno strumento efficace per rispondere a questa crisi economica.

Questo quantomeno il parere dell’economista Marta Fana che subito dopo la pubblicazione di questa notizia, ha voluto esprimere un suo parere su Twitter ricordando come la vera emergenza sia la perdita dei posti di lavoro, e la misura proposta reperisce risorse che però in realtà non potranno servire a creare nuova occupazione.

E per quanto possa anche essere giusto effettuare in questo momento storico un intervento di redistribuzione, si tratta comunque di un provvedimento che a suo parere non può essere considerato in alcun modo una reale soluzione a questa crisi.

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