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Uno studio redatto dalla CGIA Mestre afferma che in media, ogni cittadino italiano perderà 2.550 euro a causa della crisi economica. 

È stato un anno molto difficile per il nostro paese e la speranza è che il 2021 possa sancire la fine di questa emergenza sanitaria causata dalla pandemia di coronavirus che ha messo in ginocchio la nostra economia.

E le proteste dei commercianti dopo il varo delle nuove misure restrittive del governo che impongono delle nuove chiusura a molte attività, sono la prova di un’esasperazione che inizia lentamente ad emergere. Uno studio pubblicato dalla CGIA di Mestre ha stimato che in media, ogni italiano nel 2020 avrà perso una somma pari a 2.500 euro.

Si tratta per l’appunto di un valore medio, e la ricerca sottolinea che ci sono differenze sostanziali tra le varie province prese in esame. Significativo inoltre, che le perdite maggiori vengono riscontrate nelle regione del Nord Italia. A Milano infatti, è stato calcolato che ogni residente perderà in media alla fine di quest’anno una cifra pari a 5.575 euro

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Le proposte della CGIA Mestre per uscire dalla crisi

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E il Sud, rispetto ad altre parti del territorio, sconterà una riduzione minore del Pil. Ma va anche precisato che regioni come La Sicilia vedranno il loro Prodotto Interno Lordo diminuire come non accadeva da 34 anni.

La CGIA di Mestre ha inoltre spiegato che i dati sono stati raccolti prima di questa nuova emergenza sanitaria che ci ha nuovamente riportato a una situazione fatta di chiusure dei locali e coprifuoco. Questo significa che nello studio e nelle stime proposte, non sono compresi i danni economici derivanti da queste nuove restrizioni. E questa non è una buona notizia.

L’associazione veneta propone al termine del suo report anche alcune soluzioni per uscire da questa crisi economica che sembra appena agli inizi: risarcire le aziende costrette alla chiusura con contributi a fondo perduto e perseguire una politica che abbassi in maniera decise le tasse a cittadini e imprese, l’unico modo per far ripartire i consumi e gli investimenti.

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