Pensioni, assegni più bassi a partire dal 2021

Pensioni, assegni più bassi a partire dal 2021. Una possibilità sempre più concreta data la crisi economica che stiamo attraversando. 

Sono tanti i pensionati che a partire dal prossimo anno, dovranno fare i conti con dei tagli importanti sul loro assegno pensionistico. Gli importi delle pensioni subiranno infatti una riduzione a causa della revisione dei coefficienti di trasformazione con una decurtazione della quota contributiva che dovrebbe attestarsi tra lo 0,33 per cento e lo 0,47 per cento.

E oltre a questo, non bisogna nemmeno trascurare l’impatto che la crisi economica che stiamo vivendo avrà sull’intero sistema pensionistico, considerato che l’ammontare della prestazioni non varia soltanto in proporzione all’anzianità contributiva del lavoratore.

L’importo delle pensioni infatti è strettamente legato al variare del Prodotto Interno Lordo del Paese, e viene in base a questo ricalcolato ogni cinque anni. E la recessione innescata dalla pandemia di coronavirus, con il conseguente lockdown di Marzo che bloccato il tessuto produttivo del paese, rischia molto presto di presentare il conto anche ai pensionati. 

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Pensioni, rischio assegni più bassi nel 2021: le dichiarazioni di Visco

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E d’altronde, alcuni giorni fa è stato lo stesso Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, a lanciare l’allarme su questo tema.

Visco ha infatti dichiarato che l’impatto della crisi scatenata dal coronavirus sul sistema pensionistico italiano sarà “significativo” nel breve periodo, anche perché “per quanto riguarda i sistemi pubblici a ripartizione, la riduzione degli occupati ridurrà le entrate contributive, e probabilmente aumenterà gli esborsi (chi ha perso il lavoro in questi mesi tenderà, se le regole glielo consentono, a pensionarsi)“.  

Secondo il governatore di Bankitalia se la politica nei prossimi anni non interverrà con delle misure decise, esiste persino il rischio che l’Inps sia costretta a dichiarare bancarotta. La pandemia, aggiunge però in seguito, si è semplicemente limitata ad estremizzare una situazione che però critica da ormai molti anni e d’altronde per questo motivo, a Bruxelles si discute ormai da mesi di una possibile riforma del sistema pensionistico italiano per fare in modo che non pesi troppo sulla spesa pubblica.

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