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Crisi Coronavirus, il governo pensa a un nuovo scostamento di bilancio. Il decreto Ristori Bis utilizza risorse che non saranno più disponibili. 

Se l’emergenza sanitaria nel nostro paese dovesse continuare anche nelle prossime settimane, il governo farà richiesta per un nuovo scostamento di bilancio. Intanto, è atteso in questi giorni l’approvazione del Decreto Ristori Bis. Si tratta però di un provvedimento che incontrerà molte difficoltà a essere replicato in caso di necessità.

L’esecutivo per stanziare queste risorse sta infatti utilizzando l’ultimo margine di deficit disponibile nel Nadef. Il problema però è che l’intenzione dichiarata è quella di accompagnare ogni nuova misura restrittive con un sostegno economico a tutte le categorie di lavoratori danneggiati dalle norme. Ma questo adesso sarà possibile soltanto a fronte di un nuovo scostamento del bilancio. 

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Crisi Coronavirus, chiudono anche ristoranti e bar che si trovano in zona arancione

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E adesso che alcune regioni d’Italia sono state classificate come zona rossa, è importante offrire un sostegno concreto a tutte la attività commerciali costrette alla chiusura, anche perché, come dimostrano le proteste degli ultimi giorni, imprenditori e liberi professionisti sono ormai stremati da tutte le perdite economiche a cui stanno andando incontro dal primo lockdown.

E trovare le risorse necessarie a supportarli diventa fondamentale per il governo per evitare che la situazione degeneri. I primi segni di disobbedienza civile si sono già manifestati e sarebbe stupido etichettare le persone coinvolte come semplici trasgressori che meritano di essere puniti.

Nessun incentivo governativo è riuscito al momento ad aiutare le aziende a risollevarsi da una situazione che adesso, con i divieti contenuti nel nuovo Dpcm, si fa ancora più drammatica.

Non bisogna dimenticare infatti che anche i ristoratori e gestori di bar e pasticcerie che si trovano nella zona arancione sono costretti alla chiusura. Insomma, il nuovo Decreto Ristori Bis che sta per arrivare sarà sicuramente d’aiuto. Ma rischia di essere un palliativo di brevissima durata ed è bene che il governo non lo dimentichi.

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