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Usa, Youtube: la pubblicità sul cibo spazzatura adesso preoccupa. Lo conferma un ricerca dell’Università di New York.

Ogni anno negli Stati Uniti, aziende e multinazionali spendono una cifra pari a circa 1,8 miliardi di dollari per la pubblicità dedicata al cibo spazzatura.

Un mercato in cui il target è composto principalmente da bambini. Ed è per questo che negli ultimi anni Youtube sta diventando la piattaforma di riferimento per queste imprese. D’altronde, che ormai gli investimenti pubblicitari per il pubblico dei più giovani siano interamente riversati sulla piattaforma di streaming video più famosa al mondo, è quasi un dato di fatto. Sono tantissimi gli studi che ci dimostrano quanto poco i Millennials guardino la televisione.

Oltre a questo però bisogna anche considerare tutte le restrizioni che deve rispettare un’azienda quando crea una pubblicità per i canali televisivi su una tipologia di prodotto di lo Stato è tenuto a disincentivare l’acquisto per via dei danni che reca alla salute.

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Una ricerca condotta dalla New York University e pubblicata sulla rivista medica “Pediatrics” ha messo in rilievo come l’80 per cento dei genitori con bambini di età inferiore ai 12 anni, permetta loro di guardare Youtube.

Significativo è inoltre che il 35 per cento di questi, affermino che si tratta di un utilizzo costante e quotidiano della piattaforma di streaming video.

Oltretutto, con l’avvento della pandemia di coronavirus e il conseguente lockdown, è inutile sottolineare come l’utilizzo di Youtube da parte dei più piccoli sia letteralmente esploso.

Affinché una strategia di marketing sia realmente efficace, non basta per un’azienda “piazzare” semplicemente la sua pubblicità sulla piattaforma.

In questo mondo giocano un ruolo fondamentale gli influencers.

Sono loro che devi “comprare” se vuoi conquistare la fiducia dei piccoli consumatori. E non è certo un caso se negli ultimi due anni, l’influencer più pagato di Youtube sia un bambino che fino a questo momento è riuscita ad incassare dalle sponsorizzazioni una cifra di circa 26 milioni di dollari.

L’aspetto più interessante di questo studio condotta dai ricercatori newyorkesi riguarda l’analisi della pubblicità dei video dei primi cinque baby influencers degli Usa.

Dal report emerge infatti che nella metà di questi filmati, le pubblicità hanno come soggetto alimenti e bevande e nel 90 per cento di queste, vengono sponsorizzati dei prodotti tipici del fast food insieme ai dolci e alle bevande zuccherate.

Si tratta di pubblicità che riescono sempre a colpire nel segno e aumentare gli introiti dell’azienda. Anche perché, si trovano di fronte un pubblico molto giovane e facilmente plasmabile. 

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