Pixabay

WhatsApp, servizi segreti chiedono accesso a conversazioni utenti. Lo hanno fatto cinque nazioni pubblicando un documento ufficiale con la richiesta. 

I servizi di intelligence di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada, Regno Unito e Australia hanno ufficialmente alle più famose app di messaggistica del mondo, tra cui WhatsApp di poter avere accesso ai dati crittografati delle conversazioni degli utenti allo scopo di tutelare al meglio la sicurezza nazionale e mondiale.

Lo hanno fatto pubblicando un documento ufficiale in cui richiedono formalmente questa disponibilità ai colossi tech al fine di poter prevenire con maggiore efficacia crimini quali ad esempio lo scambio di documenti pedopornografici. I servizi segreti di queste nazioni hanno però rassicurato tutti sul fatto che il libero accesso a dati e archivi degli utenti non andrà in alcun modo a inficiare la riservatezza delle loro conversazioni in quanto faranno di tutto, come d’altronde impone la legge, per rispettare la privacy delle persone.

Leggi anche: WhatsApp, chiamate e videochiamate da Pc: l’indiscrezione

Servizi segreti chiedono accesso a dati app messaggistica: il documento ufficiale

Pixabay

Nel documento pubblicato si legge infatti che “ribadiamo che la protezione dei dati, il rispetto della privacy e l’importanza della crittografia nel cambiamento tecnologico e nello sviluppo degli standard globali di Internet rimangano in prima linea nell’inquadramento legislativo di ogni Stato. Tuttavia, sfidiamo la tesi per cui la sicurezza pubblica non possa essere protetta senza compromettere la privacy o la sicurezza cibernetica. Crediamo fermamente che siano possibili approcci in grado di proteggere ognuno di questi importanti valori e ci impegniamo a collaborare con le aziende per trovare soluzioni reciprocamente accettabili”. 

Leggi anche: Whatsapp, nuovo servizio di assistenza clienti con chat in-app