Nike+attaccata+negli+States+dai+consumatori%2C+la+causa
consumatorecom
/2026/05/12/nike-attaccata-negli-states-dai-consumatori-la-causa/amp/

Nike attaccata negli States dai consumatori, la causa

Azione collettiva a Portland: il marchio è accusato di non aver restituito ai clienti i rimborsi dei dazi doganali dopo l’annullamento delle tariffe

Nike è finita nel mirino dei consumatori con una proposta di class action depositata presso il tribunale federale di Portland.

Nike attaccata negli States dai consumatori, la causa (Consumatore.com)

Al centro della contesa ci sono i dazi doganali legati alle importazioni, introdotti durante l’amministrazione di Donald Trump e annullati a febbraio dalla Corte suprema degli Stati Uniti ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Secondo l’atto di citazione, il colosso dell’abbigliamento sportivo avrebbe trasferito ai clienti l’onere dei dazi tramite rincari su calzature e capi di abbigliamento e, una volta venuti meno i dazi e attivati i meccanismi di rimborso, non avrebbe restituito l’equivalente ai consumatori finali.

La denuncia, presentata in forma di azione collettiva, sostiene che l’azienda abbia gestito il capitolo dazi con una politica di prezzi più alti “per compensare i costi”, senza però assumere impegni a riversare eventuali rimborsi lungo la catena del valore fino all’acquirente. “Nike non ha assunto alcun impegno legalmente vincolante a restituire i sovrapprezzi relativi ai dazi doganali ai consumatori che li hanno effettivamente pagati”, si legge nel testo depositato in tribunale.

Il cuore dell’accusa

Il cuore dell’accusa è il rischio di una “doppia riscossione” a danno dei clienti: “A meno che non venga vincolata da questo tribunale, Nike rischia di recuperare gli stessi pagamenti tariffari due volte, una volta dai consumatori attraverso prezzi più alti e una seconda volta dal governo federale attraverso i rimborsi tariffari”. I ricorrenti chiedono che la causa venga certificata come class action per rappresentare un’ampia platea di acquirenti statunitensi che, nel periodo di vigenza delle tariffe, avrebbero pagato un sovrapprezzo sui prodotti Nike.

Il gruppo di Beaverton, dal canto suo, in precedenza ha reso noto di aver versato circa 1 miliardo di dollari in dazi su merci importate a seguito delle misure tariffarie introdotte sotto l’amministrazione Trump, una cifra pari a circa 850 milioni di euro ai cambi odierni. L’azienda non ha risposto immediatamente alle richieste di commento sulla nuova iniziativa giudiziaria. In comunicazioni ai mercati, tuttavia, Nike ha segnalato che il trimestre fiscale in chiusura ad agosto dovrebbe essere l’ultimo in cui i dazi rappresenteranno un ostacolo significativo al margine lordo su base annua, segno che l’impatto contabile della partita tariffaria sta progressivamente rientrando.