Truffa del malato immaginario: di cosa si tratta

Una clamorosa, e per alcuni versi ingegnosa, truffa è stata scoperta e denunciata nel Nord Italia: il raggiro è quello del cosiddetto malato immaginario. Ecco come funziona e quanto frutta

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Truffa Malato Immaginario (Foto Pexels)

Per chi segue, con costanza ed attenzione, la tutela dei consumatori non dovrebbero esserci eventi che stupiscono. Ma in realtà non è così. La cronaca quotidiana, infatti, più spesso quella giudiziaria, ci mette di fronte a situazioni sempre più complesse, sempre più studiate, sempre più truffaldine.

E’ il caso di quanto accaduto in una grande provincia del Nord Italia dove, proprio in questi giorni, si sta consumando il processo ad un sodalizio criminale che, nel periodo 2014-2017, grazie agli effetti di una truffa che definire ingegnosa è poco, ha messo da parte circa mezzo milione di euro. Ecco di cosa si tratta.

L’ingegnosa truffa del malato immaginario

Circoscriviamo il luogo, lo spazio ed il tempo. I fatti risalgono, come detto, al triennio 2014-2017, si sono svolti tra la Provincia di Rimini ed i comuni della Provincia di Cesena-Forlì Borghi e Longiano.

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Il meccanismo era messo in piedi da un broker assicurativo, Ivan Casadei, un sanitario dell’Ospedale di Rimini, Alberto Poce Tucci ed un ex ristretto, Salvatore Pascarella condannato a 12 anni per un tentato omicidio a Riccione.

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Il meccanismo della truffa si attivava con la logica del malato immaginario. Venivano avvicinate persone in difficoltà economica, venivano convinte a sottoscrivere polizze contro gli infortuni e quando Tucci era in turno, venivano inviate al Pronto Soccorso in quanto vittime di incidenti domestici.

Gli incidenti ovviamente erano finti ma erano veri i referti e soprattutto i premi assicurativi che venivano intascati e divisi in parti eguali tra broker, ex galeotto, medico ortopedico e finto malato.

Il tutto, come accennato, è andato avanti per tre anni finché la compagnia assicurativa di cui Casadei aveva il mandato, insospettita dalla mole di incidenti domestici, ha avviato un indagine. Indagine che è passata poi alla Guardia di Finanza che, incrociando i dati e i tabulati telefonici ha scoperchiato la truffa milionaria.

Ora presso il Tribunale di Rimini è in corso il processo, i tre rischiano dai 5 ai 7 anni di reclusione, per Pascarella l’aggravante della recidività.