Verso il taglio dell’Iva sui generi alimentari: ecco quali

In via di definizione la proposta di legge di bilancio da presentare alle Camere e da approvare entro la fine dell’anno

aumento prezzo pane e grano
Prezzo pane, l’iva è al 4% (Foto Unsplash)

Il governo è al lavoro con la legge di bilancio dopo l’approvazione del decreto Aiuti-quater a favore dei cittadini in difficoltà a causa dell’inflazione e del caro energia. Su questa linea sarà indirizzata anche la legge di bilancio. Si tratta del provvedimento programmatico che indica come saranno spesi i soldi disponibili nelle casse statali per il 2023.

L’intenzione del governo è puntare soprattutto al caro vita senza tralasciare qualche promessa fatta nella recente campagna elettorale. Tra i provvedimenti allo studio trapelati dal consiglio dei ministri proiettato sulla legge di bilancio c’è un intervento sui prezzi di beni alimentari di base come pane, latte e pasta.

Tagli su latte, pane e pasta

pasta
Pasta, l’iva equivale al 4% (Foto Pixabay)

Per questi prodotti si pensa ad un taglio totale o parziale dell’Iva al fine di abbassare il prezzo al consumatore finale. L’Iva per questi prodotti ha il valore del 4%. Vanno esclusi da questa valutazione le vendite di latte a uso industriale e non fresco. Infatti l’aliquota al 4% vale soltanto per il latte fresco venduto al minuto al consumatore finale.

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Si tratterebbe, in sostanza, di un taglio minimo considerando il fatto che questi prodotti hanno accusato aumenti medi al consumatore finale di circa il 30% durante l’intero 2022. Su queste produzioni pesa soprattutto l’aumento dei costi energetici. Basta pensare al costo del pane che si basa soprattutto sull’energia elettrica dei forni, senza considerare gli aumenti di farina e altri ingredienti alla base per varietà dei prodotti panificati.

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Tuttavia, si tratta soltanto di ipotesi al vaglio del primo consiglio dei ministri che si è tenuto per la legge di bilancio. Inoltre, c’è l’approvazione dell’aula che va considerata e nelle sedi parlamentari si potranno poi valutare i diversi emendamenti, ossia le proposte di modifica, che saranno certamente presentate non solo dall’opposizione ma anche dalla maggioranza.