Codice fiscale, sai cosa succede in caso di omonimia?

Da quando nasciamo ci viene attribuito un codice fiscale. Ma possono due persone avere gli stessi caratteri alfanumerici?

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Ogni italiano possiede un codice fiscale che serve ad identificare in modo univoco le persone fisiche e altri soggetti diversi dalle persone fisiche nei loro rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche dello Stato italiano.

Per quanto riguarda le persone, generalmente, questo è composto da 16 caratteri alfanumerici mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche da 11 cifre. Ma cosa succede in caso di omonimia?

Codice fiscale, ecco cosa accade in caso di omonimia

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Il codice fiscale è attribuito sin dalla nascita o, per gli enti, al momento della costituzione di questi ed è composto da un’espressione alfanumerica precisa. I primi 3 caratteri sono le prime 3 consonanti del cognome (quando le consonanti sono meno di 3, si integra con le prime vocali, fino ad avere 3 caratteri; se il cognome ha 2 caratteri, il terzo è la lettera X). Lo stesso criterio vale per il nome, che fornisce le seconde 3 lettere del codice fiscale (quando nel nome sono presenti più di 3 consonanti, si prendono la prima, la terza e la quarta).

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I primi due numeri, invece, (caratteri settimo e ottavo del codice fiscale) sono le ultime 2 cifre dell’anno di nascita; il nono carattere è una lettera che rappresenta il mese di nascita. I successivi 2 numeri sono il giorno di nascita, che per i soggetti di sesso femminile è aumentato di 40 unità. I caratteri da 12 a 15 indicano il luogo di nascita (codice del Comune o dello Stato estero) mentre l’ultimo carattere, alfabetico, ha funzione di controllo.

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A volte può accadere che due o più persone hanno dati anagrafici che generalo lo stesso codice fiscale. In questo caso si parla di omocodici. In questi casi, l’Agenzia delle Entrate provvede ad attribuire a ciascuna di esse un nuovo codice fiscale, calcolato a partire da quello generato in base ai dati anagrafici.