Coldiretti e Legambiente: “Abbiamo bisogno della legge sul biologico adesso”

La legge sul biologico è ferma alla Camera e arriva quindi da Coldiretti e Legambiente il messaggio che occorre lavorare più in fretta per riuscire ad essere al passo anche con il Green Deal

Foto Devi Puspita Amartha

Con un comunicato dell’ufficio comunicazione Legambiente agricoltura arrivano di nuovo le parole di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, e di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che spronano un’altra volta il Governo affinché venga approvata finalmente la legge sul biologico già passata al Senato e ora in attesa alla Camera.

Come ricorda per esempio Prandini la legge sul biologico è necessaria “e non solo nell’interesse delle aziende che oggi producono biologico, quanto piuttosto per rispondere alle richieste dell’Europa“. Nel Green Deal europeo si parla infatti anche di transizione verso produzioni biologiche che la legge sul bio ferma alla Camera può finalmente avviare nell’agricoltura italiana.

Del resto, prosegue Prandini, “oggi le imprese sono in difficoltà a causa di un chiaro vuoto di carattere normativo a cui chiediamo alle istituzioni di porre rimedio senza ulteriori rinvii. Con 80mila operatori siamo il Paese leader in Europa per numero di imprese impegnate nel biologico e non possiamo permetterci di perdere tempo nel sostenere un settore con ampie opportunità di crescita economica ed occupazionale“.

Sulla stessa linea le dichiarazioni di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che auspica che il passaggio alla Camera sia veloce: “Non appena la Camera avrà varato la legge di bilancio, dovrà approvare definitivamente questa norma da cui partirà l’impulso alla riconversione che tante aziende stanno aspettando. Il momento delle scelte coraggiose è adesso, anche in agricoltura“.

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Nelle sue parole, Ciafani ricorda inoltre che occorre smetterla con la polemica sul biodinamico, riportata alla luce recentemente anche da un intervento del professore emerito della Sapienza nonché Nobel per la fisica Giorgio Parisi secondo cui il biodinamico è una pratica stregonesca. Ciafani fa però notare che “molte delle più grandi aziende agricole lavorano con il biodinamico, una pratica che rispetta la normativa sul biologico e che agisce positivamente sulla fertilità dei suoli. Non abbiamo più tempo da perdere con inutili e fuorvianti strumentalizzazioni“.

Effettivamente come cittadini ci interessa relativamente il termine che viene utilizzato, quello che ci interessa davvero è che venga promossa un’agricoltura rispettosa della natura il più possibile, sia perché le risorse ambientali sono limitate, sia perché non è giusto che le generazioni future paghino la cecità di chi si vuole arricchire oggi e di chi si è arricchito ieri.