Irpef e 730, verso l’addio a 60 detrazioni poco utilizzate

Il governo è concentrato non solo sul taglio delle tasse ma anche sulla semplificazione del sistema che possa facilitare anche i controlli

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Il governo ha impostato la bozza della legge di bilancio per il 2022 che sarà approvata, poi, dalle Camere. Il taglio delle tasse, che dovrà essere graduale nel prossimo triennio, prevede per il 2022 un investimento di 8 miliardi di euro. Sulle modalità c’è ancora un forte confronto aperto tra le parti politiche. Il taglio delle tasse, però deve camminare di pari passo con la semplificazione del sistema fiscale che è anche un ausilio della lotta all’evasione fiscale.

Irpef, verso l’addio alle detrazioni meno utilizzate

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Il principio è “pagare di meno affinché paghino tutti” e per raggiungerlo bisogna procedere abbassando le tasse e contestualmente cercare di scovare gli evasori. Per aiutare a combattere il fenomeno dell’evasione è necessario anche semplificare molti procedimenti che in tanti casi sono farraginosi. C’è nello specifico, tra i vari argomenti di discussione, l’idea di eliminare gran parte delle detrazioni dalla dichiarazione dei redditi che risultano poco utilizzate.

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Si tratta di ben 60 detrazioni circa che hanno un utilizzo che non ne giustifica la persistenza. Tra questi si annoverano, ad esempio, le detrazioni per gli asili nido, spese sanitarie per disabili, le erogazioni liberali alle società dilettantistiche, per attività culturali ed artistiche per gli istituti scolastici, spese per il mantenimento di cani guida dei non vedenti. 

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Questi sono solo alcuni esempi di detrazioni operate soltanto da meno dell’1% dei contribuenti. In tale ottica di semplificazione del sistema fiscale va anche l’introduzione dell’assegno unico per i figli che sostituirà le tante detrazioni legate ai figli a carico. I cambiamenti saranno, comunque graduali. Per ora si parte con l’assegno unico per i figli le cui prime erogazioni dovrebbero arrivare a marzo 2022.