Nutri-Score, l’Italia prende posizione in UE contro l’etichetta nutrizionale a semaforo

Conoscere il livello nutrizionale di un prodotto può aiutare a scelte più consapevoli. L’Italia si schiera contro l’etichetta a semaforo sui prodotti

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Da decenni si decanta la tanto invidiata dieta mediterranea. L’alimentazione nostrana, potenzialmente, è ricca di vitamine e zuccheri semplici, e scarna di grassi saturi e prodotti raffinati. Ma la distribuzione globalizzata di cibo ha modificato le abitudini alimentari. Le statistiche rilevano che in Italia, come in Spagna, un bambino su 4 è obeso o sovrappeso, con gravi conseguenze sulla salute presente e futura. L’eccesso di grasso nell’età evolutiva può portare a sviluppare diabete precoce, problemi di fertilità e malattie cardiovascolari.

L’allarme dato dall’Istituto di Sanità non è bastato alle istituzioni per tentare di far retrocedere i cittadini sul consumo dello junk food (cibo spazzatura). La Commissione europea, in linea con la strategia “Farm to fork”, ha intenzione di inserire l’obbligo del Nutri-score sulle etichette frontali degli alimenti ultralavorati.

Il Nutri-score è una sorta di punteggio nutrizionale, mostrato sotto forma di semaforo per facilitare l’immediatezza del messaggio. Semaforo verde = prodotto sano ed equilibrato. Semaforo rosso = alimento a base di grassi saturi e poco salubre.

La Commissione europea intende introdurre l’emendamento del Nutri-score allo scopo di fornire “uno strumento chiave per aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari più informate, equilibrate e più sane rispetto al sistema di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio, che è coerente e complementare alle linee guida dietetiche, dovrebbe aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più sane fornendo loro informazioni comprensibili sugli alimenti che consumano”.

Ma l’Italia non è d’accordo. La politica sulla salute pubblica e nutrizione è orientata da Ferrero, Confindustria, Coldiretti, che ha trascinato alcuni consorzi di formaggi Dop oltre a Confagricoltura e vari altri a schierarsi contro il Nutri-Score. Probabilmente nel timore che il sistema a semaforo penalizzi l’acquisto dei propri prodotti. In Francia, prima produttrice di formaggi al mondo, il Nutri-score non ha creato alcuna modifica nell’acquisto dei prodotti DOP locali, disincentivando invece il consumo di “cibo spazzatura”.

In Italia, evidentemente, il settore della produzione alimentare e della distribuzione è fin troppo manipolato dalle lobbies, che temono nel Nutri-score uno svantaggio per il proprio profitto. Anche a costo della salute pubblica.

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