Secondo Federbio, l’accordo per la PAC siglato dall’UE è insoddisfacente

L’accordo UE in tema agricolo rimarca lo status quo precedente. Federbio e CambiamoAgricoltura chiedono una transizione ecologica più efficiente

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(pixabay)

Il tema della transizione ecologica in campo agricolo sta facendo discutere molto, sia al livello nazionale che internazionale. Dopo le polemiche sul biodinamico che hanno congelato il disegno di legge sul biologico in Italia, arriva l’accordo tra Parlamento europeo, Consiglio europeo e Commissione europea sulla Politica agricola comune.

In un comunicato stampa del 25 giugno, Federbio esprime tutto il suo dissenso in merito al nuovo regolamento europeo PAC 2022.

Poco o nulla è stato concesso alla natura. L’obbligo di aree naturali è fissato al solo 4% e solo per i seminativi, con molte eccezioni tra cui le risaie, che in Italia hanno perso quasi completamente la loro valenza ambientale e che andrebbero quindi trattate come qualsiasi altro seminativo”. Così l’associazione CambiamoAgricoltura commenta le recenti decisioni UE.

A parere delle associazioni, l’accordo europeo ha accolto in toto le richieste del Consiglio Agrifish, con il risultato di vanificare gli sforzi fatti in tema di transizione ecologica agricola.

Le parti politiche si ritengono soddisfatte dell’intesa raggiunta, ma le associazioni l’hanno prontamente etichettata come “ecotruffa”. Il nodo da cui sono scaturite le polemiche riguarda il budget messo a disposizione dall’accordo europeo. In un primo pilastro solo il 25% del totale è stato riservato alla promozione dell’agricoltura biologica, e nella seconda sezione il 35% va alle misure ambientali.

Le associazioni auspicavano invece una politica comune che incidesse in maniera più determinata sulle scelte degli stati membri. Al contrario, molte decisioni strategiche in campo di conversione ecologica sono demandate alle singole nazioni, sia al livello di regole che di tipologia d’intervento.

Ora la palla passa all’Italia.

Concludono le associazioni Federbio e CambiamoAgricoltura: L’Italia è molto indietro in questo processo. Dopo un primo incontro di presentazione nulla si è più saputo del Tavolo di Partenariato che deve, come da regolamento, portare alla definizione di tutti i capitoli del Piano. La mancanza di condivisione e trasparenza ci preoccupa molto e dopo questo accordo il nostro Paese non ha più scuse: è ora di partire con i lavori del tavolo per condividere idee e proposte”.

Per sottoscrivere questo monito le associazioni aderenti a CambiamoAgricoltura presenteranno le proprie proposte il prossimo 30 giugno in un convegno dal titolo “Ecoschema è…”, che potrà essere seguito sul Canale YouTube e sula Pagina Facebook della Coalizione.

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A questo link è disponibile il comunicato stampa di Federbio