“Criticano il sessismo a accettano i testi omofobi dei rapper”, il Codacons accusa la nazionale cantanti

Il Codacons prende una posizione netta sulle polemiche di questi giorni nate dal  caso mediatico che ha investito in pieno la comica Aurora Leone, vittima di pesanti comportamenti sessisti e discriminatori da parte degli organizzatori della partita del cuore

Il Codacons ha pubblicato un comunicato nella data del 25 Maggio 2021 in cui ha definito senza mezzi termini “ipocrita” la reazione dei cantanti, che hanno criticato il sessismo di cui è stata vittima la comica Aurora Leone prima del fischio d’inizio della Partita del Cuore, ma che poi accettano testi omofobi e violenti.

“Dobbiamo constatare come quegli artisti che oggi gridano allo scandalo siano gli stessi che accettano i testi omofobi, violenti e discriminatori dei rapper, a partire da Fedez, autore di numerose canzoni anti-gay”

Una vicenda che secondo l’associazione mette bene in mostra il modo in cui cantanti e personaggi dello spettacolo applichino “due pesi e due misure quando si tratta di combattere il sessismo e la discriminazione di genere.

Aurora Leone era stata convocata per giocare, insieme a Ciro Priello, anche lui membro del gruppo comico The Jackal. Si trovava seduta al tavolo con gli altri quando è stata invitata da Gianluca Pecchini, con parole che sono state riferite anche da testimoni, ad allontanarsi e andarsi a sedere al tavolo delle donne. “Da quando in qua le donne giocano. Il completino puoi metterlo in tribuna“, questa la frase che Pecchini, ora ex dirigente della Nazionale Cantanti, ha rivolto a Leone.

Pecchini, il responsabile che ha aggredito verbalmente la Leon, intimandole di andarsene dalla sala in quanto donna, si è poi scusato pubblicamente e si è dimesso da dirigente. Anche diversi cantanti, tra cui Eros Ramazzotti, hanno deciso di non scendere in campo per protesta. Un gesto lodevole e di solidarietà ma che, fa notare il Codacons, nella sostanza, non cambia un atteggiamento che secondo l’associazione è invece di segno opposto. 

“Ci sarebbe piaciuto che tali personaggi dello spettacolo prendessero le distanze da testi discriminatori e pericolosi, mentre sembra che applichino la regola del “due pesi e due misure” a seconda di come tiri il vento: condannano il sessismo ma accettano di buon grado canzoni omofobe, se scritte da rapper e influencer famosi”

L’accusa mossa dall’Associazione è quella quindi di condannare il sessismo ma accettare poi frasi violente e omofobe nei testi di rapper e influencer famosi, primo fra tutti Fedez, più volte citato nel comunicato.

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Qui il comunicato pubblicato dal Codacons