Brescia, Carabinieri bloccano pranzo illegale a base di specie protette

Lo scorso 16 aprile, i carabinieri di Brescia hanno constatato una cena a base di uccelli appartenenti a specie protette. 23 i commensali del pranzo illegale nella sede della Comunità Montana di Gardone Val Trompia.

Brescia, Carabinieri bloccano pranzo illegale a base di specie protette
Brescia, Carabinieri bloccano pranzo illegale a base di specie protette (foto: pixabay)

Erano 23 tra impiegati e funzionari della Comunità Montana di Gardone Val Trompia i commensali che si erano riuniti per conusmare un pranzo illegale e sono stati scoperti dai Carabinieri di Brescia.

Il piatto principale di questo incontro conviviale fuori legge era la cosiddetta polenta e osei: un piatto di polenta con contorno di spiedino di uccellini, la cui caccia è vietata dal 2014.

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Pranzo illegale a Brescia: cosa dice la normativa

Brescia, Carabinieri bloccano pranzo illegale a base di specie protette
Brescia, Carabinieri bloccano pranzo illegale a base di specie protette (foto: pixabay)

Piatto appartenente evidentemente alla tradizione locale, polenta e osei è stato, fino a non molto tempo fa, un piatto legale e che si trovava in quasi tutti i ristoranti della zona di Brescia.

Dal 2014, però, la normativa vieta di catturare, detenere e uccidere alcune specie di uccelli. La modifica applicata alla Legge n. 91, vieta quindi di trafficare in alcun modo con uccelli quali allodole, beccafichi, fringuelli o tordi. Ai 23 commensiali scoperti dai Carabinieri nella sede della Comunità Montana di Gardone Val Trompia deve essere sfuggito l’aggiornamento della norma.

Tra le persone identificate dai Carabinieri erano presenti solo impiegati e funzionari proprio della Comunità Montana. Ora, oltre a cercare di trovare un motivo logico perchè qualcuno dovrebbe voler mangiare uno spiedino a base di minuscoli uccelli, c’è da vedere come i Carabinieri abbiano saputo del pranzo illegale.

Uscita la notizia, le reazioni non si sono fatte attendere. Enpa Brescia, associazione animalista scrive così su Facebook: “Siamo veramente amareggiati ed arrabbiati per l’accaduto, perché spesso chi dovrebbe dare l’esempio e far rispettare le regole è in realtà il primo che se ne frega. Se questo è il livello del personale tecnico e dei dirigenti della Comunità Montana, come possiamo pretendere che i cittadini rispettino le regole e la decenza?

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Di danno di immagine incalcolabile parlano il senatore della Lega Stefano Borghesi e il depoutato Matteo Micheli mentre queste le parole di Lac, Lega per l’Abolizioine della Caccia: “Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio“.