L’acqua radioattiva di Fukushima verrà riversata nell’oceano

Il governo giapponese ha deciso di riversare nell’oceano l’acqua radioattiva utilizzata per raffreddare i reattori di Fukushima. Le polemiche.

reattore nucleare
(pixabay)

Il disastro di Fukushima appartiene ancora al presente. Nonostante i media mondiali non tengano più in grande considerazione la catastrofe ecologica della centrale come all’epoca dell’incidente, lo smantellamento dell’impianto nucleare è ancora in corso.

I media nipponici annunciano l’intenzione governativa di riversare nell’oceano l’acqua contaminata utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati.

11 marzo 2011: un terremoto magnitudo 8,9-9,0 si abbatte nella regione di Tōhoku, in mare aperto. Lo tsunami conseguente è il più potente mai misurato in Giappone. La centrale nucleare di Fukushima ne è completamente travolta, e sono stati distrutti i gruppi di generazione che alimentano i sistemi di raffreddamento dei reattori 1, 2 e 3.

Si considera l’incidente di Fukoshima come il più grave disastro nucleare dopo Chernobyl. Migliaia di morti e di contaminati. Gli effetti reali si valuteranno solo a lungo termine.

Nel 2021, 10 anni dopo l’incidente, l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori nucleari della centrale viene conservata in dei serbatoi, ormai colmi.

Il governo giapponese ha adottato una soluzione che fa inorridire gli ecologisti: smaltire l’acqua radioattiva nell’oceano. Nei serbatoi ogni giorno si accumulano 140 tonnellate d’acqua contaminata, nella quale è presente il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno.

Lo scorso febbraio L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ha dichiarato che lo smaltimento in mare sarebbe una misura allineata con gli standard internazionali dell’industria nucleare.

I rappresentanti della pesca, dell’agricoltura locale, i residenti ed i paesi limitrofi esprimono malcontento per questa soluzione. Il disastro nucleare di Fukushima potrebbe varcare i confini nazionali e continentali.

Il Ministro del Commercio e dell’Industria giapponese ha dichiarato che l’operazione avverrà con un iter trasparente ed ha chiesto la collaborazione dell’AIEA per svolgere l’attività di riversamento dell’acqua in completa sicurezza.

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Nel frattempo, si stima che la centrale, per essere smantellata, necessiterà ancora decenni di lavoro, fino al 2051.