La rivoluzione della bio plastica arriverà dal mare?

Uno studio di scienziati russi e indiani potrebbe aver scoperto un modo per utilizzare le alghe come elemento base di una nuova bio plastica resistente ed economica che potrebbe aiutarci a combattere l’inquinamento.

La rivoluzione della bio plastica arriverà dal mare?
La rivoluzione della bio plastica arriverà dal mare? (foto: pixabay)

Dalle alghe potrebbe arrivare la risposta all’inquinamento portato dalle tonnellate di plastica che ogni giorno produciamo e buttiamo. A scoprire un nuovo utilizzo per le molecole delle alghe un team indiano e russo.

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Alginato di sodio: la nuova molecola della bio plastica

La rivoluzione della bio plastica arriverà dal mare?
La rivoluzione della bio plastica arriverà dal mare? (foto: pixabay)

Partendo da una molecola che già conosciamo, l’alginato di sodio, un team russo e indiano sta sperimentando un sistema per produrre un film trasparente proprio a partire dall’alginato. Questa molecola base delle alghe marine è già molto usata nell’industria alimentare e medica.

Quello che il team di scienziati, che ha pubblicato i risultati del suo studio sul Journal of Food Engineering, ha sfruttato è il fatto che l’alginato in acqua produce una gelatina. Questa gelatina, unita a diverse dosi di acido ferullico, ha prodotto in tutti i casi una pellicola trasparente e resistente. La pellicola è poi completamente biodegradabile in acqua nel giro di un giorno. Tra l’altro è edibile, il che la renderebbe sicura anche a contatto diretto con gli alimenti.

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In più, il fatto che è una soluzione a base di acqua, permette di usare ingredienti altrettanto sicuri per modificare le qualità di questa bio plastica: aggiungendo, per esempio, aglio o zenzero, è possibile aggiungere un agente antimicrobico in grado quindi di proteggere meglio gli alimenti mentre sono sullo scaffale o quando arrivano in frigo.

Altro punto a favore di questa nuova pellicola è il fatto che non necessita di impianti speciali nè di temperature alte. La plastica, per essere lavorata, va prima fusa ad alte temperature e poi raffreddata nella forma finale, con conseguente consumo di energia e di risorse.