Pagamenti tracciabili, come compilare il 730 adesso che sono obbligatori

Dal 1º gennaio 2021 divengono obbligatori i pagamenti tracciabili, a discapito dei contanti: come compilare il 730 rispettando le nuove norme?

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Da quest’anno, una grande novità sconvolge le abitudini finanziarie degli italiani: diventa obbligatorio il pagamento tracciabile, che interesserà tutte le situazioni in cui è prevista una detrazione del 19%. Tra queste rientrano numerose spese sanitarie, spese legate alla frequenza universitaria o scolastica, abbonamenti al trasporto pubblico locale e diverse tipologie di spese legate all’assistenza personale.

Per molti italiani, però, potrebbe trattarsi di un cambiamento difficile da assimilare: il nostro Paese è infatti indietro in questo ambito, con 86 euro pagati in contanti su ogni 100 euro di transazioni, rispetto ai 79 della media europea. A causa delle abitudini “arretrate” del popolo italiano rispetto al pagamento con carta di credito e alla disinformazione dei contribuenti, i CAF hanno dunque chiesto al Ministero dell’Economia di predisporre una moratoria di alcuni mesi, in modo da lasciare ai cittadini il tempo di informarsi correttamente.

In mezzo a tante perplessità, il momento che suscita maggiore preoccupazione è quello della dichiarazione dei redditi. Per chi si trova a compilare il modello 730, quali sono i documenti da allegare per non sbagliarsi? Scopriamolo.

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Pagamenti tracciabili, quali documenti presentare con il 730?

Lotteria degli scontrini
(Pixabay)

Per presentare il 730, ovvero il modello per la dichiarazione dei redditi utilizzabile da dipendenti e pensionati, dal 1º gennaio 2020 vige l’obbligo di allegare documenti tracciabili per operare la detrazione fiscale. Non è sufficiente consegnare il documento di spesa (fattura o scontrino): serve anche la ricevuta dell’avvenuto pagamento. Nel caso specifico della carta di credito, il contribuente deve presentare l’estratto conto della carta; per i pagamenti tramite POS, invece, è sufficiente il rilascio della ricevuta.

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In caso di dubbio è comunque possibile rivolgersi ai Centri Autorizzati del proprio Comune di residenza.
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