Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati

Con un post sul proprio blog, Google ha annunciato che smetterà di vendere annunci pubblicitari sulla base dei dati di navigazione degli utenti. La società si orienterà verso strumenti che permettano la tutela della privacy degli utenti.

Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati
Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati (foto: pixabay)

Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati in base ai dati di traffico degli utenti e eliminerà gradualmente i cookies di terze parti. Questo per migliorare la privacy degli utenti che utilizzano il suo browser.

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Google, l’internet aperto e gli annunci pubblicitari

Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati
Google non venderà più annunci pubblicitari personalizzati (foto: pixabay)

Come dichiarato da David Temkin, director of Management, Ads Privacy and Trust, “E’ difficile concepire l’internet che conosciamo adesso senza la pubblicità come suo fondamento economico. Ma mentre la nostra industria ha cercato di portare pubblicità rilevanti ai consumatori sul web, ha creato una miriade di dati individuali sparsi su migliaia di compagnie, che di solito vengono raccolti tramite cookie di terze parti. Questo ha portato ad una erosione della fiducia.”

La volontà di Google è quindi quella di mettere al primo posto la privacy degli utenti e non gli annunci pubblicitari e i profitti che ne derivano. Sempre sullo stesso post, Temkin ha aggiunto che ” le persone non dovrebbero essere costrette ad accettare di essere tracciate sul web per poter avere i benefici di una pubblicità per loro rilevante. E chi fa pubblicità non dovrebbe aver bisogno di tracciare i consumatori uno per uno sul web per avere i benefici delle performance della pubblicità digitale.”

Tra l’altro la decisione di smettere di supportare i cookies di terze parti era già partita l’anno scorso, adesso Google, leggiamo sempre sul post pubblicato sul loro blog, sta lavorando con l’industria più ampia sulla privacy sandbox per sviluppare innovazioni che proteggono l’anonimato dando comunque buoni risultati a chi fa pubblicità in Rete.

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Chiaramente, lo riconoscono anche da Mountain View, questa scelta darà ad altri concorrenti spazio proprio per fare raccolta dati personalizzati su ciascun utente. Quello di cui però sono sicuri è che questo modo di lavorare non porterà soluzioni che incontreranno le aspettative sempre più crescenti degli utenti in tema di privacy e, cosa da non sottovalutare, probabilmente non supereranno il test delle leggi che si vanno via via sommando in tema di privacy e protezione dei dati personali mentre si naviga in Rete.