UE, Ricoveri Fund: Gentiloni dichiara che sul piano italiano del Recovery Fund c’è molto da fare

Nell’operazione italiana del Recovery Fund, grande centralità è rivestita dal Ministero dell’Economia e della Finanza, in dialogo con le esigenze degli altri Ministeri. 

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Il Commissario Europeo degli Affari Economici , Paolo Gentiloni, sostiene che questo è un momento cruciale per la corretta gestione del Recovery Fund, e centrale deve essere il ruolo tra il Ministero dell’Economia e delle Finanza, il MEF, che possiede competenze di natura amministrativa per il controllo delle spesa pubblica ed entrate dello Stato, oltre che di gestione delle politiche finanziarie e di bilancio. Inoltre fondamentale devono essere le relazioni di apertura e  dialogo  tra il MEF e tutti i ministeri italiani, specie quello della Transizione Ecologica, che mai come oggi assume un’importanza fondamentale per la lotta all’ambiente, e dell’Innovazione Tecnologica e  Digitale: questi rappresentano i punti chiave dell’orientamento politico europeo.

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Il Commissario Europeo, come riporta l’Ansa, sostiene che sul piano italiano per attingere al recovery fund “non possiamo dire di essere in ritardo ma certo non è una passeggiata completare” il lavoro.  Inoltre aggiunge che “si sta lavorando con contatti continui fra gli uffici del governo e la Commissione europea” e che “il fatto che sia stato centralizzato sul Mef questo lavoro aiuterà la nostra attività in corso, anche se naturalmente il Mef lavorerà con con i ministeri per la Transizione ecologica e quello per l’Innovazione tecnologica e l’innovazione digitale, e tutti i ministeri”.

A Riguardo delle politiche europee Gentiloni afferma che “alla Commissione europea stiamo discutendo, credo in modo molto unitario, dell’importanza di conservare una politica di bilancio espansiva e questo sostegno finché necessario, qualche giorno fa un documento della Bce che sottoscrivo spiegava che ora sarebbe più pericoloso ritirare il sostegno troppo presto, che non troppo tardi”.

Gentiloni vede la luce nel tunnel: “la crescita potrebbe essere anche al di sopra di 3,5-4%”

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Il Commissario europeo degli Affari ha sempre riservato un atteggiamento abbastanza ottimista nei confronti della crescita italiana futura e prevede che tra la metà del 2021 e il 2022 l’Italia potrebbe ritornare ai livelli pre-crisi in termini di PIL: “in quel 3-4% di crescita conteggiato per Italia per i prossimi due anni non si tiene conto del recovery plan dunque la crescita potrebbe essere anche al di sopra di 3,5-4% che comunque è un livello di crescita enorme. Bisognerà naturalmente lavorare perché sia di qualità”.